Infortuni e Invalidità: gli italiani si affidano allo Stato

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Una recente ricerca condotta da Zurich Insurance ha rilevato che la percezione del rischio di perdere la capacità di lavorare è molto bassa nel nostro paese. Solo il 10% della popolazione è infatti cosciente che può succedere, ma le statistiche parlano invece di rischi legati ad una persona su quattro in termini globali ed effettivi.

L’indagine ha fotografato una situazione di immobilità da parte dei cittadini italiani, che non si stanno prodigando per creare fondi alternativi alla pensione o agli ammortizzatori sociali in caso di infortunio, anche se tutte le notizie danno per certo che i lavoratori di oggi saranno dei pensionati decisamente poveri nel domani. La preoccupazione di dover cambiare stile e tenore di vita sembra quindi non interessare gli italiani e le ragioni vanno ricercate in una molteplicità di cause. Da un lato la crisi economica non ha infatti lasciato spazio all’accantonamento e alla previdenza personale, ma dall’altro l’indagine ha fotografato un paese che si fida del walfare e dello Stato e che non intende affidarsi alle polizze private per il proprio futuro.

A questa previsione si associa una possibilità che non viene avvertita dalle persone, ovvero quella di poter perdere la capacità di lavorare a causa di infortuni o di invalidità. Anche in questo caso le polizze private non vengono scelte dai lavoratori, che si affidano alla sorte e agli eventuali ammortizzatori previsti dallo Stato.

La società svizzera ha condotto la sua indagine su un campione di 6mila persone di età compresa fra i 18 e i 70 anni nei paesi dell’Irlanda, della Gran Bretagna, della Svizzera, della Spagna, della Germania e dell’Italia. L’indagine ha rilevato che solo un decimo delle persone intervistate teme di non essere più in grado di lavorare durante la vita attiva. Se questi dati si confrontano con le statistiche, che parlano di una percentuale del 25%, è facile comprendere che esiste un divario fra pensiero e realtà davvero molto elevato.

La ‘tutela del reddito’, ovvero il divario fra lo stato di vita attuale in fase di lavoro e buona salute e il cambiamento che può sopraggiungere in seguito al misero pensionamento, all’infortunio o alla malattia, può essere sanato con i giusti prodotti assicurativi, ma la sensibilizzazione dei cittadini in merito si propone come il primo scoglio da combattere perché la metodologia possa diventare comune e quindi applicabile su larga scala.

L’Italia si rivela inoltre essere fra i paesi più ‘scoperti’ per quanto riguarda questo aspetto. Stando alle notizie raccolte, gli italiani dispongono di risparmi, investimenti e polizze che possono permette di vivere per 4.6 anni dopo il ritiro coatto dal lavoro. Si tratta di una media molto bassa, che si rivela vicina a quella della Spagna, ma lontana anni luce da quella registrata in paesi più virtuosi come la Germania e la Svizzera dove gli anni ammontano a 6.8 e 6.4.

One Response to Infortuni e Invalidità: gli italiani si affidano allo Stato

  1. Max Giannini scrive:

    E secondo me fanno male, molto male 😀

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