Innalzamento tassi d’interesse USA rimandato

Innalzamento Tassi USA rimandato

Questa prima parte di settimana è già partita male per il dollaro, che nonostante continui ad avere una buona fiducia da parte degli investitori, potrebbe vedersi allontanare l’innalzamento dei tassi dal 2015 al 2016.

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La scorsa settimana è stata piena di sorprese, ma per una volta non sono state le questioni Cinese, Greche o altre catastrofi mondiali a scuotere i mercati.

La giornata di ieri è stata prevalentemente mista, ma nella quale il dollaro è riuscito a spuntarla per un soffio. Forse questa notizia se l’aspettavano in pochi, ma è praticamente realtà. Le previsioni degli analisti per un rialzo dei tassi nel 2015 sono scese ad un livello ridicolo, e gran parte ormai si aspetta un rialzo nel 2016.

I datori sul lavoro degli Stati Uniti hanno mostrato che sono stati aggiunti ben 142.000 lavoratori ai libri paga non agricoli nel mese di settembre, secondo il Dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti, ben al di sotto quindi dei 202.000, ovvero l’aumento previsto dagli economisti. L’aumento di agosto è stato rivisto al ribasso, il tasso di disoccupazione è rimasto al 5,1 per cento, il livello più basso degli ultimi sette anni, i salari ristagnano e più persone hanno lasciato la forza lavoro, un dato molto allarmante che sta facendo alzare le antenne a molti investitori.

I dati al ribasso hanno portato molte scommesse su un rialzo dei tassi per il 27-28 ottobre, data in cui ci sarà un incontro della politica monetaria della Fed, l’innalzamento dei tassi per adesso è quindi previsto al 10 per cento, dal 18 per cento una settimana prima e dal 41,5 per cento di un mese fa, secondo la price action nei contratto a termine dei fondi Fed. Le probabilità di un rialzo dei tassi a marzo 2016 sono oltre del 50 per cento.

C’è stato quindi un allontanamento delle possibilità per un innalzamento dei tassi d’interesse.

Ora che i dati sui posti di lavoro in USA sono finalmente usciti, l’attenzione tornerà a questa settimana nella Reserve Bank of Australia e sulla decisione del comitato monetario. Molte sono state le pressioni sul da farsi per la Reserve Bank of Australia, che dovrà decidere se tagliare i tassi di interesse nella prossima riunione di politica monetaria il 6 ottobre. Il motivo principale per il taglio è il rapporto ribassista da parte del Fondo Monetario Internazionale, e le previsioni di crescita per il calo degli esportatori di materie prime, tra cui ovviamente c’è anche l’Australia.

EUR/USD     1.1185     0.0010     0.08%
USD/JPY     120.4900     0.0000     0.00%
GBP/USD     1.5148     -0.0000     0.00%
EUR/GBP     0.7384     0.0007     0.09%
EUR/JPY     134.7800     0.0900     0.07%
AUD/USD     0.7077     -0.0006     -0.09%

Il dollaro Australiano continua infatti a perdere, con un EURO sopra le righe che in queste prime ore mattutine sta recuperando non poco terreno, dopo un lunedì deludente.

One Response to Innalzamento tassi d’interesse USA rimandato

  1. Conte Zio scrive:

    E ancora aspetteremo. Io penso che la Yellen voglia fare l’ultimo regalo a Obamba, mantenere i tassi a zero e il QE fino alla fine della sua presidenza per poi interrompere tutto in modo completamente improvviso all’arrivo del nuovo inquilino repubblicano alla casa bianca. In questo modo i radical chic amici di Obamba potranno accusare i repubblicani della conseguente caduta economica. Questi qui stanno gettando sul lastrico una nazione per i loro sporchi interessi. Se in America ci fossero ancora veri patrioti, forse questi figuri sarebbero messi in condizione di non nuocere. Sarà per questo che Obamba ce l’ha tanto con il diritto costituzionalmente garantito di possedere armi?

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