Istat: la crescita rallenterà per la debolezza delle aspettative delle imprese

Istat Crescita Rallenterà

L’economia italiana continua a crescere con un ritmo moderato, caratterizzato dal consolidamento del contributo positivo della domanda inter- na alla crescita del Pil. Il principale motore della crescita è costituito dai consumi ai quali si accompagna anche un miglioramento degli investi- menti. In presenza di alcuni segnali di debolezza delle attese delle imprese e degli ordinativi della manifattura, l’indicatore composito anticipatore dell’economia italiana ha segnato un’ulteriore discesa suggerendo il rallentamento nel ritmo di crescita dell’attività economica nel breve termine.
Questo il succo della nota mensile sull’andamento dell’economia italiana dell’istituto nazionale di statistica.
L’ISTAT certifica come il Pil italiano nel primo trimestre del 2016 sia cresciuto dello 0,3%; un risultato modesto se paragonato ai quello della Spagna (+0,8%), della Germania (+0,7%) e della Francia (+0,6%), i paesi che hanno mostrato il maggiore dinamismo nell’area euro.

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I contributi positivi alla crescita – si legge nella nota – provengono dalla spesa delle famiglie residenti e delle ISP e dalla variazione delle scorte (entrambi con un contributo di 0,2 punti percentuali), mentre la componente estera ha fornito un contributo negativo alla crescita (-0,2 punti percentuali”).

Il mese di maggio ha fatto segnare un peggioramento del clima di fiducia delle imprese e delle aspettative sull’economia. Stessa dinamica registrata per la fiducia deo consumatori. Non ha contribuito positivamente l’asfittico incremento delle retribuzioni contrattuali, appena dello 0,6% in un anno.
Se la fiducia dei consumatori è bassa, non è di certo migliore quella degl’imprenditori sulle tendenze dell’occupazione, sulla quale ha inciso la modifica degl’incentivi statali. in controtendenza il settore dei servizi, che fa segnare un miglioramento.

Per quanto riguarda i prezzi, “l’inflazione al consumo rimane negativa, ma il ritmo di caduta annua dei prezzi risulta in attenuazione. In base alle stime preliminari, in maggio l’indice per l’intera collettività nazionale ha registrato una variazione tendenziale negativa dello 0,3%, dopo il -0,5% di aprile”.
Al netto dell’energia l’inflazione è positiva e in lieve aumento anche se il quadro complessivo è di sostanziale stabilità. Le principali componenti di fondo non manifestano, infatti, visibili segnali di ripresa: l’inflazione nei servizi (+0,4%) è rimasta vicina ai valori minimi mentre per i beni non alimentari e non energetici il tasso tendenziale si è mantenuto sui valori prevalenti negli ultimi sette mesi (+0,7%).
Nelle previsioni dell’Istat, l’inflazione dovrebbe rimanere appena negativa o vicino allo zero ancora nei mesi estivi con un possibile recupero a partire dall’autunno.
Per quanto riguarda le prospettive di breve termine, l’Istituto di statistica sottolinea come l’indicatore composito anticipatore dell’economia italiana ha segnato un ulteriore calo, suggerendo il rallentamento nel ritmo di crescita dell’attività economica nel breve termine.

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