La bolletta deve essere più trasparente

bolletta trasparente

L’Authority ha fatto oggi una proposta per rendere le bollette degli italiani più trasparenti: si suggerisce, infatti, un incremento della periodicità di invio delle fatture e indennizzi automatici per ritardi, oltre al divieto consegnare saldi “misti”. Più letture sui contatori, per pagare davvero solo quello che consumiamo. Ma vediamo nel dettaglio in cosa si concretizza questa proposta.

Lo scopo è basare sempre di più le bollette sui consumi effettivi, grazie a nuovi obblighi di lettura; si propone anche di incrementare la periodicità di invio delle bollette e indennizzi automatici per ritardi. Ci dovrebbero essere garantiti, inoltre, tempi certi per le bollette di chiusura in caso di cambio fornitore, volture o disattivazione. L’Autorità per l’energia ha presentato queste proposte insieme al Documento per la consultazione ‘Fatturazione nel mercato retail’.

Gli interventi riguardano soltanto i piccoli clienti, e si basano anche sui primi risultati dall’indagine conoscitiva dell’Autorità dell’energia sulla fatturazione: pare infatti che bollette basate su consumi effettivi – ovvero senza contenuti stimati – siano il 75% circa del totale nel settore elettrico, e l’8,5% nel gas, forse perché in questo caso la diffusione dei contatori telegestiti è appena agli inizi. Ma si tratta comunque di ritardi che si ripercuotono sulle spese e sull’economia delle famiglie italiane. Ognuno dovrebbe pagare solo quello che consuma, e non un fantomatico costo stimato.

Nello specifico, l’Autorità propone di intensificare la periodicità della fatturazione; si potrebbe ad esempio concordare con l’erogatore del servizio una maggiore frequenza rispetto a quella attuale, anche per una maggiore consapevolezza dei propri consumi. Sulle letture, per tutti i contatori elettrici non telegestiti si propone di portare l’obbligo minimo di rilevazione dei dati da annuale a quadrimestrale; infine, per ridurre il fenomeno delle fatture miste – ovvero costituite da costi effettivi e costi stimati – si vuole introdurre il divieto del loro invio a oltre il 40% dei clienti serviti dal venditore.

Un altro grande problema è la chiusura del rapporto con il fornitore. Chi ha mai chiuso un contratto, sa quanto il procedimento sia lungo e laborioso. L’Autorità, in caso di cambio fornitore, voltura e disattivazione di qualsiasi tipo di utenza, gas o luce, domestica e non, propone di garantire il rispetto del tempo massimo di ricezione di 6 settimane. Inoltre, in caso di ritardo, vengono previsti indennizzi automatici a favore del consumatore.

Secondo Massimiliano Dona, segretario dell’associazione, si tratta di «un passo avanti, ma non basta. Bisogna che, sia nel mercato di maggior tutela che nel mercato libero, siano vietate, in caso di contatore elettronico, le fatture miste e che la fatturazione corrisponda sempre ai consumi effettivi. È un diritto sacrosanto del consumatore pagare per quello che compra ed usa realmente».

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