La Cina svaluta lo Yuan

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Sorpresa oggi nel mondo dell’economia: la Cina ha deciso infatti di svalutare la sua moneta, lo Yuan. Lo scopo, evidente, è quello di cercare di combattere il rallentamento dell’economia, che già ieri stava dando qualche preoccupazione di troppo. La Banca centrale cinese ha operato la maggiore operazione degli ultimi vent’anni svalutando la quotazione ufficiale dello yuan nei confronti del dollaro dell’1,9%. Si è trattato di una misura «una tantum», o almeno così affermano le Autorità cinesi.

Ma cosa significa svalutare una moneta? In parole povere, significa far valere di meno i soldi. Le banconote non hanno un valore in sé, ma in base al loro potere d’acquisto, ovvero in base a ciò che con quei soldi si può acquistare. Va considerato, comunque, che il mercato finanziario cinese è meno libero di quelli occidentali: l’intervento dello Stato è ancora molto importante, anzi fondamentale.

Le ragioni per una svalutazione così improvvisa sono tante: la versione ufficiale, quella rilasciata dalla Banca Popolare Cinese, dice che il valore dello yuan si era allontanato troppo da quello ritenuto valido dal mercato. Inoltre, si vogliono favorire le esportazioni: nell’ultimo anno la crescita dell’economia cinese è rallentatata molto e le esportazioni sono diminuite. Ora, grazie alla svalutazione, i prodotti cinesi diventano meno costosi per i consumatori degli altri paesi, che quindi faranno salire le esportazioni in modo esponenziale.

Ma ci sono comunque delle controindicazioni. Se una moneta vale poco, molti investitori decideranno di venderla per trasferire la loro ricchezza in un’altra valuta. Così si ha una fuoriuscita di denaro dalla Cina, cosa poco auspicabile. “Il mercato – ha dichiarato la People’s Bank of China in un documento pubblico e online – giocherà un ruolo sempre più importante nel determinare i tassi di cambio, con l’obiettivo di facilitare il bilanciamento dei flussi di import e export. Attualmente, le condizioni internazionali dell’economia e della finanza sono molto complesse e una situazione del genere impone nuove sfide».

Naturalmente, anche i mercati europei hanno risentito della scelta cinese di svalutare lo yuan. Le piazze europee hanno aperto in rosso, soprattuttutto per quanto riguarda il settore del lusso: si temono minori esportazioni verso l’Asia e la Cina. Milano accusa la perdita minore (-0,3%), peggio Parigi (-1,3%) e Francoforte (-1,7%).

Se la svalutazione mira a rafforzare l’export cinese, inevitabilmente diminuiranno le importazioni, soprattutto nel settore del lusso. La mossa della Banca centrale cinese penalizza inoltre le Borse europee, ma riapre il fronte della guerra dei cambi con gli Stati Uniti.

One Response to La Cina svaluta lo Yuan

  1. Conte Zio scrive:

    E l’Occidente che fa? Zitto zitto continua a farsi inondare di prodotti cinesi e ad accogliere milioni di cinesi che poi mandano in patria preziosa valuta estera. Boh. Ma ce la stiamo cercando? Ripeto, boh. Ma i politici che ci governano, Obamba in testa, lavorano per la Cina?

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