La corona norvegese: un rifugio sicuro per gli investitori?

corona norvegese

Se la penisola scandinava si conferma come una delle regioni più costose al mondo, una flessione del prezzo del petrolio prodottasi contestualmente ad un incremento del dollaro USA (USD), ha reso la Norvegia, probabilmente la nazione più cara di tutta la Scandinavia, una nazione “in vendita”. Ovviamente non tutto in questo Paese è a buon mercato. Una vacanza ad Oslo continua ad essere alla portata di pochi,ma la valuta norvegese, la corona – così come la maggior parte dei titoli blue-chip del Paese – è oggi sicuramente molto più appetibile.

La corona norvegese ha toccato un minimo di tredici anni contro il dollaro USA, mentre le quote di Statoil, la più grande compagnia petrolifera della Norvegia, sono crollate ai livelli più bassi degli ultimi sei anni (valori espressi in dollari). Questi minimi pluriennali offrono opportunità di acquisto allettanti per gli investitori più lungimiranti. Sebbene si tratti di tendenze cicliche – le prestazioni poco brillanti dei beni norvegesi non sono un mistero così come l’incidenza dell’andamento del prezzo del petrolio sulle oscillazioni del valore della corona -, il paese è senza dubbio un target interessante per gli investimenti considerati un “rifugio sicuro”.

Questo piccolo paese di 5 milioni di abitanti ha accumulato un fondo sovrano del valore di quasi 1 trilione di dollari (grazie al petrolio del Mare del Nord) mentre la solida situazione patrimoniale della Norvegia è sicuramente un motivo (e una sicurezza) in più per pensare di investire in asset norvegesi nelle fasi in cui la corona norvegese è temporaneamente “debole”.
Gli investitori scelgono la corona per due ragioni essenzialmente: l’impressionante bilancio nazionale della Norvegia e la notevole capacità (in termini di valore e dimensioni) degli assets energetici del paese, entrambi sinonimo di solidità e sicurezza. Va però sottolineato che l’andamento della corona è strettamente legato a quello del petrolio e tale inscindibile rapporto, sembra rappresentare, più di ogni altro, l’aspetto che gli investitori tendono a privilegiare. Quando il prezzo del petrolio cola a picco, la corona, in modo direttamente proporzionale, precipita. Dal momento che il prezzo dell’oro nero ovviamente non scivolerà al punto da toccare valori prossimi allo zero e, dunque, neppure la corona, a più lungo termine, la moneta norvegese rappresenta una scommessa vincente.

Come investire in una valuta estera

Investire in una valuta estera è un modo per diversificare il rischio al di là del mercato degli investimenti interni. Quando si sceglie di investire in monete straniere, ci sono molti fattori da considerare e la corona norvegese è una moneta tradizionalmente forte (per le notevoli riserve di petrolio e le solide prospettive economiche del Paese .

Quando si investe in una valuta estera, è possibile ridurre la complessità e il rischio scegliendo opzioni che meglio si adattano alle proprie esigenze. Per molte persone l’opzione più semplice è rappresentata da un ETF, o exchange traded fund, fondi che rappresentano un modo semplice e facile di investire nel mercato valutario. In alternativa, si può scegliere di investire in un certificato di deposito , che funziona esattamente come un Certificato di deposito tradizionale, ma che utilizza la corona al posto del dollaro.

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Il modo migliore in assoluto per investire in una valuta estera è comunque Plus500. Si tratta di un broker per trading di valute (servizio CFD) davvero facile da usare, molto sicuro e affidabile. Chi apre un conto riceve subito 25 euro di bonus gratis e, in un secondo momento, fino a ulteriori 7.000 euro come bonus sui depositi (su entrambe le tipologie di bonus di Plus500 si applicano termini e condizioni). Il conto di trading di Plus500 è completamente gratuito, puoi aprirlo cliccando qui e inserendo i tuoi dati.

Siate pronti ad investire quanto necessario, ma non più di quello che potete permettervi di perdere. Investire in una valuta estera può essere un buon modo per diversificare il proprio conto, ma è importante essere consapevoli del fatto che, come in tutti gli investimenti, ci sono rischi da tenere in considerazione. In particolare, quando si investe in una qualsiasi valuta estera, il più importante e “pericoloso” per il proprio investimento è rappresentato dall’apprezzamento relativo del dollaro USA rispetto alla valuta (in questo caso la corona) su cui si è deciso di scommettere. Quando il dollaro apprezza in modo significativo rispetto alla valuta in cui avete investito, il valore relativo del vostro investimento scende. Anche se la Norvegia , come tutti i paesi scandinavi , ha una storia ed una consolidata tradizione di “economia stabile”, queste fluttuazioni possono verificarsi in qualsiasi momento e per qualsiasi mercato.

La Corona norvegese sarà il nuovo yen?

Gli investitori desiderosi di proteggere il patrimonio hanno cercato sicurezza in asset diversi negli ultimi mesi. Il dollaro americano, il franco svizzero e lo yen giapponese – ciascuno storicamente considerato come un rifugio sicuro – si sono confermati la scelta di molti investitori. Ma, considerato che l’andamento economico di questi tre paesi potrebbe subire battute d’arresto o inversioni di tendenza , è il momento di guardarsi intorno e allargare i propri orizzonti di investimento. Alcuni investitori pensano di aver scoperto un nuovo porto, dove proteggersi in caso di tempeste economiche.

Secondo gli analisti del colosso bancario HSBC, la miglior moneta per un “rifugio sicuro” è proprio la corona norvegese, “probabilmente la migliore valuta nel mondo”, di cui gli stessi analisti hanno previsto un “apprezzamento sostenuto” per il prossimo anno e mezzo. I motivi principali di tale trend sono da ricondurre ai risultati di bilancio del Paese, alle eccedenze delle partite correnti della Norvegia , al cospicuo fondo sovrano del paese pompato dalle massicce entrate petrolifere e al costo dell’ assicurazione contro il default del governo in Norvegia – una misura chiave di sicurezza di una moneta -, tra i più bassi d’Europa.

Non c’è dubbio che la moneta è in buona forma. Una serie di tagli dei tassi di interesse negli ultimi mesi sembra rendere improbabile che la banca centrale della Norvegia possa, in futuro, aver bisogno di tornare alla misura del quantitative easing, l’equivalente moderno della stampa di moneta corrente, ovvero quella misura non convenzionale di politica monetaria attualmente di moda negli Stati Uniti per iniettare liquidità e facilitare l’accesso al credito a privati e imprese.

La forza della corona è altresì lo specchio della debolezza attuale delle valute rivali. Lo yen e il franco svizzero avevano fatto abbastanza bene in tempi di burrasca economica: la valuta giapponese, per esempio, è aumentata più di un quinto rispetto al dollaro negli ultimi quattro mesi del 2008, ma questo trend sta cambiando. L’economia giapponese potrebbe subire una contrazione e con i tassi di interesse vicino allo zero, c’è la speculazione che il Giappone potrebbe intervenire per indebolire lo yen.

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