La crisi dei testi scolastici: persi migliaia di posti di lavoro nel settore

Lavoro fiducia

La crisi economica ha indotto alcuni settori a risentire di gravi danni economici al loro indotto. Si tratta di settori di tipologie diverse e molto spesso eterogenee, che hanno dovuto per cause di forza maggiore ridimensionare la loro presenza e apportare cambiamenti di rotta per poter sopravvivere nel mercato. Fanno parte di questa realtà anche le case editrici di testi scolastici, beni che un tempo venivano acquistati nuovi e in abbondanza dalle famiglie, ma che negli ultimi anni sono stati notevolmente ridotti, perché la corsa al risparmio ha mutato l’acquisto in scambio e le famiglie si sono sempre più rivolte a risorse di carattere digitale.

In quest’ottica è interessante conoscere il caso della casa editrice Pearson, considerata il maggiore editore mondiale di libri di scuola e di materiali didattici. Emblematico del percorso che tante case editrici scolastiche stanno vivendo, quello della casa Pearson prevede per il 2016 una ristrutturazione del valore di mezzo miliardo di dollari, che molto probabilmente andrà a ricadere sul personale impiegato in azienda.

4 mila sono infatti i posti di lavoro che verranno persi durante la manovra di ristrutturazione societaria, che in percentuale si traduce nella diminuzione del 10% dei dipendenti che attualmente collaborano con la casa editrice. Cifre importanti, che si legano alla cessione avvenuta nel corso dell’anno del quotidiano Financial Times di appartenenza del gruppo editoriale, ceduto ai giapponesi di Nikkei per ben 1,2 miliardi di dollari. Il titolo Pearson è quindi balzato in borsa in seguito all’annuncio della ristrutturazione aziendale, la quale fotografa una situazione che non risparmia nessuno Stato al mondo e che dipinge una realtà sociale ormai compresa e universalmente accettata.

In epoca moderna sono infatti pochi gli studenti che acquistano un libro in più, perché la conoscenza si è infinitamente digitalizzata e il mercato cartaceo ha subito una contrazione difficile da recuperare. Lo dimostrano i dati, soprattutto quelli relativi agli States e anche a paesi come il Sud Africa, dove la vendita di testi scolastici ha subito un calo del 60%.

A fronte di questa realtà, la casa editrice londinese ha quindi provveduto ad abbassare le stime di guadagno previste per l’anno in corso e ad attuare un abbondante taglio delle risorse e degli investimenti dedicati ai libri scolastici. Nel corso del 2015, la Pearson aveva lasciato per strada quasi metà del suo valore, ricapitalizzandosi sul mercato a 5,4 miliardi di sterline contro i 7 miliardi delle origini. I dipendenti saranno quindi chiamati ad affrontare licenziamenti e ristrutturazioni nell’ambito del personale, una manovra già iniziata nel 2013, che purtroppo sembra percorrere una strada che non può essere fermata, almeno nel presente più immediato.

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