La grande svendita: gli ultimi giorni di Alitalia

Fra meno di due giorni finiscono gli accordi di look up che tengono vincolati gli azionisti della cordata italiana che, nel 2008, mise in atto il salvataggio farsa di Alitalia. Un liberi tutti che potrebbe fare sfuggire di mano la situazione al presidente Colaninno. La situazione della compagnia è tragica: le perdite aumentano ogni giorno di più ed è sempre più necessario un aumento di capitale. Ma i piccoli azionisti non solo non vogliono mettere mano al portafoglio, vogliono incassare cash e fuggire con il malloppo. In questo contesto è ovvio che la compagnia ex di bandiera finirà in mani straniere. Resta solo da capire in quali mano.

E infatti ci sono due contendenti che non si capisce bene se sono alleati o meno. Da una parte la strafottente offerta di Etihad che vuole portarsi a casa il controllo di Alitalia spendendo giusto qualche spicciolo. Dall’altra c’è Air France che, memore del passato, probabilmente non vuole infiammare la campagna elettorale italiana con la difesa dell’italianità. Quindi probabilmente aspetta le elezioni per passare all’offensiva e offrire agli attuali azionisti il famoso piatto di lenticchie in cambio del controllo della compagnia.

crisi alitalia

La strategia di entrambi i competitors è chiaro: privatizzare (e portare all’estero) i profitti e i viaggiatori migliori, socializzare le perdite che ovviamente saranno tutte a carico dello Stato Italiano, come è consuetudine. Ovviamente questo significa cassa integrazione e mobilità quasi sempiterne per i dipendenti in esubero, che sono tanti. Non è un caso che i sindacati dei piloti si siano schierati fortemente per l’opzione Air France.

Che poi un viaggiatore italiano per andare a New York o Pechino dovrà passare da Parigi o chissà da dove altro se vince Etihad, ai piloti non importa. Loro guardano alla loro pensione e ai loro interessi.

Anche gli azionisti, che nel 2008 si presentarono come salvatori della patria, guardano solo al loro portafoglio, dimenticando che Alitalia vale ancora qualcosa solo per gli aiuti straordinari che ha ricevuto in questi anni, a partire dalla sospensione dell’antitrust sulla tratta Milano Linate – Roma Fiumicino.

Ma anche gli azionisti privati, alla fine, guardano solo al loro interesse. Il grande affare lo ha fatto Intesa, all’epoca del salvataggio guidata dal ministro montiano Passera, che si liberò di tutti i crediti che vantava verso  Alitalia e  Air One, entrambe all’epoca sull’orlo del fallimento.

E se nel 2008 ci fu un’alzata di scudi per la difesa di Alitalia, adesso il compratore si troverà a spendere meno e avere di più, visto che la nuova Alitalia comprende anche Air One.

Una situazione disastrosa, probabilmente l’unica soluzione decente (e dignitosa) sarebbe la creazione di un campione nazionale dei trasporti, con la fusione tra Trenitalia e Alitalia, con la possibilità di offrire un’offerta di trasporti integrata al Paese.

Ma, apputo, questa sarebbe la soluzione decente da approvare in un paese normale. L’Italia non è un paese normale.

Vincenzo Colonna

3 Responses to La grande svendita: gli ultimi giorni di Alitalia

  1. Duca scrive:

    Alitalia deve fallire o la dobbiamo regalare ai soliti stranieri? Tra gli arabi e i francesi penso sia meglio i francesi. Fa veramente rabbia vedere come i sindacati abbiano ridotto l’azienda, adesso fanno pure il tifo per air france. Pensano di andare tutti in pensione anticipatamente, con 10.000 euro di pensione al mese a spese nostre. Povera Italia.

  2. Luigi scrive:

    A me viene da piangere. La colpa è dei sindacati all’80% e della politica al 20%. In queste condizioni nessuna azienda può sopravvivere.

  3. salvatore scrive:

    … [tra il 2001 e 2007, alitalia per vendite sottocosto e acquisti a prezzi gonfiati avrebbe accumulato perdite per 4,7 miliardi – la repubblica del 28.02.2012 pag. 27 foglio 1] … procedimento penale apertosi il 23.05.2012 presso il gup di roma contro 7 manager_mef per bancarotta fraudolenta per dissipazione dei beni della vecchia alitalia … prossima udienza prevista per il 14.01.2013 …

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