La Grecia ha un piano segreto per il ritorno del Drachma come valuta nazionale

dracma‘Siamo un governo di sinistra. Se dovessimo scegliere tra un default all’IMF o un default per la nostra gente, è un gioco da ragazzi ‘, ha affermato Yanis Varoufakis.

La Grecia sta elaborando piani drastici di nazionalizzazione del sistema bancario del paese in modo da poter introdurre una moneta parallela, il Drachma, per poter pagare le bollette a meno che la zona euro si adoperi per disinnescare la crisi latente, ammorbidendo le esigenze della nazione ellenica.

Fonti vicine al partito di Syriza hanno affermato che il governo è determinato a mantenere i servizi pubblici in esecuzione, e pagare le pensioni anche in questo momento dove i fondi stanno finendo. La Grecia potrà essere costretta a fare un passo senza precedenti non rispettando il primo pagamento previsto per la prossima settimana verso il Fondo Monetario Internazionale. Sarebbe senza dubbio un evento senza precedenti.

La Grecia non ha abbastanza soldi per pagare il Fondo Monetario Internazionale per la somma di ben 458 milioni di euro il giorno del 9 aprile, e non sono presenti soldi nemmeno per coprire i pagamenti per gli stipendi e la sicurezza sociale per il 14 aprile, a meno che la zona euro si impegni ad erogare la nuova tranche del suo accordo per il salvataggio della Grecia.

‘Siamo un governo di sinistra. Se dovessimo scegliere tra un default all’IMF o un default per la nostra gente, è un gioco da ragazzi ‘, ha affermato Yanis Varoufakis, Ministro della Finanzia della nazione ellenica.

“Questo problema causerà un furore nei mercati e ciò significherà che l’orologio dei mercati inizierà ad andare molto più velocemente”, ha detto la fonte del “The Telegraph”.

Syriza, il governo di sinistra radicale, preferirebbe limitare il contenzioso con i creditori dell’Unione europea, ma i primi pagamenti sono dovuti al FMI. Mentre il partito non vuole innescare un default formale al FMI, si pensa che sia sempre più necessaria un caduta nel pre-default come escalation necessaria nella sua resa dei conti con Bruxelles e Francoforte.

L’opinione di Atene è che le potenze creditrici UE devono ancora capire che il panorama politico è cambiato radicalmente dopo l’elezione di Syriza in gennaio e che dovranno fare concessioni reali se desiderano evitare una rottura disastrosa dell’unione monetaria, un risultato che hanno escluso più volte, giudicandolo come “impensabile”.

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