La Russia è in crisi, prezzo del petrolio basso

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La Russia non è più un paese così florido: anzi, l’economia va male, con il prezzo del petrolio sempre bassissimo, il rublo in discesa e diverse sanzioni occidentali che cominciano ad avere conseguenze. C’è chi parla anche di poca stabilità del sistema politico, eppure il presidente Vladimir Putin sembra tranquillo. Il Paese, d’altro canto, e a causa della campagna martellante dei media, è convinto che tutto sia dovuto unicamente alle manovre degli americani, e che non ci siano alternative all’attuale sistema di governo, se non uno scenario medio-orientale.


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Oggi arriva la notizia del calo del prodotto interno del 4,6 per cento nel secondo trimestre; una bella batosta per i russi, visto che le autorità avevano continuato a sostenere che il periodo peggiore era ormai passato. Ma anche le previsioni economiche per i prossimi anni non sono delle più rosee per la Russia.

Le sanzioni occidentali impediscono alle aziende russe di finanziarsi sui mercati internazionali e di sviluppare progetti per estrarre nuovo gas e nuovo greggio. Aziende e banche in crisi, d’altro canto, ridimensionano gli investimenti e licenziano; ovunque si taglia il superfluo. Senza poter importare tecnologia occidentale, inoltre, non si può sviluppare il settore energetico. Il problema della Russia è anche l’efficienza: la produttività dei lavoratori russi è metà di quella media europea, più bassa perfino della Grecia. La povera gente non se la passa bene, con un salario minimo fissato in 6383 rubli mensili, pari a 90 euro. Le vendite di auto sono previste in calo del 36 per cento.

E per quanto riguarda la politica? L’ex ministro degli Esteri di Boris Eltsin, Andrej Kozyrev, afferma che nel suo Paese «un cambio di regime è inevitabile, forse imminente». Eppure Putin non sembra voler imprimere un cambio di passo. Il presidente del Parlamento Sergej Naryshkin ha affermato che quello di mandare in bancarotta altri Stati «è il metodo abituale» degli americani per prevalere sugli altri.

Intanto la Stratfor, società di Austin, Texas, specializzata in servizi di intelligence e consulenze strategiche, ha pubblicato il suo solito rapporto “Decade Forecast”, che prova a preconizzare cosa succederà nel mondo nei dieci anni a venire. E sulla Russia si legge: “È improbabile che la federazione russa sopravviva nella sua forma attuale. Il tentativo russo di trasformare la sua economia legata all’energia a un economia che si auto sostiene la rende e la renderà sempre più vulnerabile alle fluttuazioni di mercato”. La previsione vede la Russia dei prossimi dieci anni ripetere l’esperienza dell’Unione Sovietica degli anni ’80 e della Russia degli anni ’90.

One Response to La Russia è in crisi, prezzo del petrolio basso

  1. David Sallusti scrive:

    Per quanto mi riguarda, soddisfazione, Putin è il degno continuatore dell’Unione Sovietica, era un agente KGB. E a me, da sempre, hanno insegnato che il KGB era quello cattivo. Poi molti stanno scegliendo la Russia perché disgustati da Obamba, ma io dico che se devo scegliere tra Obamba e Putin scelgo Ronald Reagan.

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