L’andamento dell’economia italiana secondo l’Unione Europea

Escono le stime ufficiali dell’Unione Europea a proposito dell’andamento dell’economia italiana nel 2012 e nel 2013. I dati sono veramente agghiccianti e segnano un ulteriore arretramento delala nostra economia anche rispetto alla rilevazione di maggio.

Che la nostra economia avesse la febbre già lo sapevamo, ma probabilmente non è semplice influenza, è una polmonite allo stadio terminale. E lo possiamo capire anche esaminando i dati delle previsioni fatte dalla Commissione Europea, che sono veramente neri. la cosa peggiore è che sono ancora pù negativi rispetto a quelli già negativi che erano stati pubblicati a Marzo. Ma vediamo, punto per punto, il rapporto della commissione europea.

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PIL

La variazione del PIL è una delle misure fondamentali per capire se un’economia è sana o meno. Ebbene, il 2011 si era chiuso con una crescita dell0 0,4%, purtroppo più di quello un paese con un debito pubblico come l’Italia proprio non può fare. Per il 2012 a maggio era previsto un crollo del PIL dell’1,4% ma le cose saranno peggiori, il PIL di quest’anno subirà una contrazione del 2,1%. E per il 2013 a maggio si pensava ci potesse essere una ripresina, ma le previsioni attuali, più realisticamente, prevedono un’ulteriore contrazione dello 0,5%. Colgo l’occasione di ricordare che si tratta di una contrazione che andrà a colpire un PIL già falcidiato dalla crisi. Un vero e proprio schiaffo morale a quei ministri che raccontano che il 2013 segnerà la fine della crisi. Se le cose vanno bene, al massimo la crisi nel 2013 non si aggraverà.

Rapporto deficit / PIL

Il rapporto deficit / PIL è una misura di quanto la spesa corrente dell’Italia sia sostenibile in base al reddito prodotto. Ebbene, nel 2011, l’annus orribilis dei conti pubblici, è arrivato a quota 3,9%. Il governo Monti lo ha fatto scendere (o meglio gli italiani lo hanno fatto scendere pagando l’IMU e tutte le altre imposte) ma quanto? Si pensava che quest’anno si potesse chiudere con un 2% invece ci si dovrà accontentare di un molto meno lusinghiero 2,9%. E per l’anno prossimo si pensava di avere un rapporto deficit / PIL dell’1% e invece saremo ancora al 2%.

Rapporto debito / PIL

Il debito pubblico italiano è letteralmente mostruoso, tenerlo sotto controllo è una delle maggiori preoccupazioni della Commissione Europea. Ebbene, se nel 2011 ha chiuso con un valore pari a 120,7%, nel 2012 raggiungeremo quota 126,5% e nel 2013 arriveremo a superare il 127%. Un valore davvero da far accapponare la pelle, anche considerando che in precedenza si era previsto per il 2013 un rapporto deficit pil del 120%.

Disoccupazione

Fino ad ora abbiamo parlato di semplici valori econometrici, magari di difficile interpretazione. Ma c’è un dato che colpisce subito per la sua drammaticità: il dato della disoccupazione. Ebbene, se nel 2011 il tasso di disoccupazione ufficiale è stato delp’8,9%, nel 2012 siamo passati ad 10,6 % (contro una previsione del 9,5%). E per il 2013 ci aspetta ancora il peggio: i senza lavoro toccheranno la quota record dell’11,5% contro una previosione del 9,7%.

Commenti

Non ci sono commenti da aggiungere, tranne la semplice constatazione che le politiche fiscali fino ad ora adottate ci hanno portato a peggiorare la nostra situazione. Non un solo euro di spesa pubblica parassitaria è stato tagliato, mentre gli italiani che più contribuiscono alla crescita del Paese sono stati tartassati e vessati anche pesantemente. Se pensiamo che più di 50 imprenditori, presi di mira da Equitalia, si sono tolti la vita, possiamo capire perché siamo arrivati a questo punto. E se non vogliamo precipitare ulteriormente, dovremmo cambiare strada, prima che sia troppo tardi.

Claudio Appio

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