Le banche su Brexit e l’impatto sulle valute

Brexit

Vi siete mai chiesti cosa e possano pensare la banche del fenomeno Brexit, e del possibile impatto sulle valute mondiali, in special modo sul “The Cable” (Sterlina)?

Cosa significa Brexit? Brexit è l’ipotesi di una possibile uscita dell’Europa da parte della Gran Bretagna. L’uscita della Gran Bretagna, potrebbe arriverare già anche da Giugno, con il referendum fissato per il 23 Giugno 2016. Si tratterebbe quindi di una chiusura definitiva da parte della Regina verso quell’Europa, che non è mai stata così tanto amata, a causa dello scarsissimo interesse, anche sottolineato dalla mancata adesione all’Euro.

Cameron, il premier, non ha infatti ancora preso una vera posizione definitiva, ed è attaccato su tutti i fronti proprio per il fatto che non sembra essere propriamente convinto di essere sicuro per un Brexit sì o Brexit no.

Secondo molti esperti, l’UE è una sorta di “dittatura”, che ha come obiettivo primario l’unificazione dell’Europa sotto una unica autorità.

Per molti, l’Europa è un problema rappresentato dal fatto che non esiste una lealtà di fondo all’idea di Europa. Non tutti rispettano una singola autorità, provocando un vuoto di democrazia.

Ma sono anche molti, forse in parte uguale, quelli che partecipano ad il coro del “No al Breit”. L’ex diretto della CIA e NSA Micheal Hayden ha affermato che “Una vittoria del Sì provocherebbe una serie di effetti a catena disastrosi. Molte cose negative succederanno in caso di Brexit”.

Banche e Brexit

Vediamo dunque cosa ne pensano le maggiori banche al mondo sulla questione Brexit.

Barclays: Barclays afferma che lo scenario è che la Gran Bretagna rimane nell’UE.

Morgan Stanley: MS si aspetta un lento rialzo dell’inflazione, che porteranno ad un innalzamento dei tassi già dal 2017.

BofAML: BofAML si aspetta un rinnovato periodo nel quale la sterlina continuerà ad indebolirsi nelle settimane che porteranno all’avvicinamento al voto.

JPM: questa banca crede che il voto porterà ad un crollo del 10% per la sterlina.

Nomura: crede che ci siano possibilità del 25% per un’uscita dall’UE.

Credit suisse: crede che il voto decreterà la permanenza della Gran Bretagna in UK.

RBC: ha affermato che GBP potrebbe cadere del 10-15% dopo un brexit.

DB: in linea di fondo crede che la Gran Bretagna rimarrà in UE. La Sterlina potrebbe rimbalzare dopo un voto, ma i rischi al ribasso sono ancora molti, e l’economia dà molti indizi per vendere questa valuta, più che comprarla.

HSBC: crede che la BOE potrebbe tagliare i tassi se dovesse vincere il sì.

UBS: Una vittoria del sì potrebbe avviare dei negoziati.

Goldie: si aspetta un salto del 15% sul pound in 12 mesi se dovesse vincere il no.

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