L’Eurozona è destinata ad entrare nel più grande ciclo deflazionistico di sempre

La deflazione in Europa è aumentata anche a Gennaio, i prezzi sono scesi a 0.6% anno dopo anno.

E’ un record abbastanza importante, considerando che ci troviamo al minimo degli ultimi 15 anni di moneta unica, il crollo è molto simile a quello avvenuto nel 2009, dopo che i prezzi sono scesi vertiginosamente a fronte della crisi finanziaria.

L’inflazione è in questi mesi tenuta d’occhio constantemente: cadde a 0.7% nel Dicembre scorso e poi affondò ancora più in basso, a 0.5% nel mese Gennaio. Si tratta dell’inflazione più bassa in tutta la storia dell’Eurozona.

L’inflazione dell’Eurozona ha continuato a cadere pressappoco da un paio di anni, ma i prezzi del petrolio in discesa hanno dato il colpo di grazia all’indice, mandandolo in territorio negativo.

deflazione-europa

Spagna e Germania, due paesi che non stanno andando bene, nonostante le profonde differenze. In Spagna i prezzi sono caduti dell’1.5%, è il tonfo più sonoro per ogni economia dell’Eurozona, e anche la Germania, a Gennaio, si è unita ai risultati negativi, registrando un calo dei prezzo dello 0.5% anno dopo anno.

Il prezzo dei generi alimentari e dei beni industriali sono in calo, ma non quanto la caduta del prezzi dell’energia, che è attualmente a -9.0% (vedi foto in allegato all’articolo, fonte EuroStat).

Il fenomeno della deflazione fa diventare sempre più difficile per i governi dell’Eurozona il task di tenere sotto controllo i debiti sovrani: quando 1 euro vale di più domani che oggi, qualsiasi debito che fai in euro sta quindi crescendo.

Un ciclo deflazionistico che fa paura

Se i prezzi continueranno a cadere e le aziende dovessero decidere di non aumentare gli stipendi come risultato, la deflazione potrebbe risultare in un qualcosa che si “crea da solo”, come una sorta di circolo vizioso, che gli economisti chiamano “spirale deflazionistica”.

Draghi aveva già visto tutto mesi fa

Interessante vedere che in un’intervista a Rai News di qualche mese fa, il presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, aveva notato che “Il rialzo del cambio dell’euro, sta contribuendo alla bassa inflazione. C’è il rischio che le aspettative di disinflazione diventino radicate, questo potrebbe spingere le famiglie e imprese a rinviare la spesa in un classico ciclo deflazionistico”.

I tedeschi però non la pensano così.

Come al solito, i tedeschi hanno (giustamente) un’opinione diversa su questa questione, infatti all’inizio dell’anno scorso, il presidente della Bundesbank presento la sua visione, che era controcorrente rispetto a Mario Draghi:

“La zona euro non è in un ciclo deflazionistico e la Banca centrale europea non dovrebbe reagire in modo eccessivo ad un rallentamento dell’inflazione causato in gran parte da fattori ciclici che dovrebbero rivelarsi temporanei.” La politica monetaria dovrebbe rispondere a fattori solo nel caso degli effetti secondari. Per quanto riguarda il tasso di inflazione, al momento, l’area dell’euro non è in una spirale di deflazione. Questo non vuol dire che un lungo periodo di crescita fiacca, non sarà un problema per i politici.”

Del resto, si spera vivamente che lo stimolo monetario della BCE, ancora ai nostri di partenza, avrà successo. Un provvedimento del genere dovrebbe proprio aiutare a far scomparire questa questione spinosa della deflazione, facendo ripartire l’economia con 60 miliardi di euro al mese in titoli di stato europei.

Considerazione sul calo del prezzo del petrolio e dell’energia in generale

La caduta del prezzo del petrolio non dovrebbe essere considerata “deflazione”. E’ in realtà un declino del prezzo puramente relativo. Un petrolio (quindi una benzina) più economica aiuterà i portafogli delle persone a comprare più cose, se lo vogliono. Quindi questa preoccupazione delle Banche Centrali e degli Economisti mi è sconosciuta. I prezzi del petrolio e dell’energia in generale, hanno permesso di creare più innovazione, aumentare le riserve e tutto il resto. E’ chiamata “creazione del benessere” e accade ciclicamente più o meno dal 1700.

2 Responses to L’Eurozona è destinata ad entrare nel più grande ciclo deflazionistico di sempre

  1. Conte Zio scrive:

    Per me sarebbe addirittura sarebbe meglio la deflazione, insegnerebbe un po’ di educazione finanziaria ai governi di mezza Europa e finirebbero il panem et circenses che ha tenuto in piedi una classe politica cialtrona e incapace

  2. Liberale scrive:

    L’inflazione è in effetti la benzina che fa andare avanti la macchina dello spreco statale e del sostegno ai parassiti! Viva la deflazione!

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