L’Italia prevede una tassa per Netflix e Google?

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A breve, il servizio di streaming di film e telefilm Netflix arriverà anche in Italia. E per una volta, il nostro paese vuole allinearsi a quello che fanno gli altri paesi europei: tassare Google e Netflix. I ministeri dello Sviluppo economico e della Cultura hanno infatti pensato ad una strategia per rilanciare la nostra industria del video, che passa anche dalla tassazione dei colossi del web.

Il governo Renzi, infatti, vuole mettere nuova benzina nel serbatoio dei nostri produttori indipendenti di film e fiction, che come sempre sono senza denaro. E come insegnano i tedeschi, il denaro può arrivare dalle aziende più effervescenti e più privilegiate: vedi Google, Amazon e Netflix.

Si chiama “tassa di scopo ” ed è prevista nel documento “Rafforzamento del settore audiovisivo” che il ministro Franceschini e il sottosegretario Giacomelli hanno presentato alle nostre televisioni e alle associazioni dei produttori qualche giorno fa. Come fanno gli altri paesi? In Germania, i giganti della Rete versano allo Stato una parte del fatturato che realizzano nel paese. Il denaro ricavato sarà poi reinvestito (per il 70%) nella produzione di film e fiction tedesche, e nella loro distribuzione attraverso canali classici (la televisione, le sale cinematografiche). Il restante 30% servirà alla loro promozione in rete. “La Germania – si legge nel documento del governo Renzi – prevede introiti per 13 milioni l’anno”.

Lo Stato deve comunque garantire dei contributi alla nostra industria del cinema; tra aiuti regionali, nazionali ed esenzioni fiscali, l’assegno versato è stato di 247,5 milioni nel 2014, un quarto di quello che garantisce la Francia al cinema francese – che in ogni caso non è il più famoso del mondo. Il documento del governo spiega ora che le risorse pubbliche vanno “sganciate dalle legge annuale di bilancio”, ovvero non ci sarà più un assegno fisso. Resta da capire se questi cambiamenti andranno a favore o a sfavore di tutta l’industria audiovisiva italiana.

Non si tratta di una mossa contro Netflix, che proprio tra qualche settimana sbarcherà in Italia. Il modello Merkel per il cinema è seguito da tanti altri paesi europei, e la tassa di scopo non preoccupa particolarmente Netflix e Google. A tremare dovranno invece essere i concorrenti diretti di Netflix, ovvero le tv a pagamento. Negli Stati Uniti ben il 36% delle case è abbonato al suo servizio, e sono tantissimi gli americani che hanno disdetto il loro vecchio abbonamento tv. I due principali operatori di tv a pagamento nostrani, Mediaset e Sky, devono correre ai ripari? «Non abbiamo ancora fissato il giorno preciso in cui lanceremo il nostro servizio per i clienti italiani», dice a Corriere Economia Joris Evers, il portavoce di Netflix per l’Europa. Attendiamo fiduciosi.

One Response to L’Italia prevede una tassa per Netflix e Google?

  1. Jolanda scrive:

    Questa proprio ci mancava…comunque se hanno messo una tassa pure sull’aria che respiriamo (tassa sui condizionatori) figuriamoci se non mettevano una tassa su netflix. Cialtroni.

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