Mercato forex: chi partecipa?

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Per dare una risposta a questa domanda bisogna risalire alle origine del Forex. Inizialmente, solo le banche e le grandi multinazionali operavano nel Forex Exchange Market. Il loro obiettivo non era speculare, bensì proteggere i propri investimenti dalle fluttuazioni dei cambi, in passato assai più accentuate rispetto ad adesso.

A un certo punto, soprattutto con la globalizzazione, il volume degli scambi è aumentato, sicché quella che era un’attività di sostegno è parsa essere – in potenza – un’attività profittevole in sé. Si è aperto dunque il mercato ai cosiddetti speculatori, i pesci piccoli.
Questa storiella serve a dare un’idea di quanto possano essere eterogenei i partecipanti che, similmente, “giocano” per obiettivi e con motivazioni diverse.

Di seguito, una lista dei “tipi di trader” che frequentano il Forex.

Le banche. Qualcosa sul motivo della loro partecipazione è stato detto sopra. Ovviamente, oggi, la protezione degli investimenti non è l’unica motivazione che li spinge. Anche loro – anzi, loro per primi – intravedono le opportunità di speculazione.
Le banche sono gli “attori” più avvantaggiati. Grazie all’enorme mole di denaro che riescono a gestire e all’incredibile numero di soggetti economici con cui interagiscono – e che fanno interagire – hanno una visione del mercato più ampia, possiedono tantissime informazioni che, ovviamente, sfruttano. Non solo: muovendo molto denaro all’interno del Forex, influiscono sull’andamento del mercato e così facendo orientano le azioni degli investitori più piccoli.
Per dare un’idea dell’importanza delle banche nel Forex è utile evidenziare il dato della Deutsche Bank, che detiene il 20% del mercato.

Multinazionali e grosse imprese. Questi soggetti hanno molto a cuore il destino delle valute. E’ proprio la loro dimensione internazionale che determina tale attenzione. Un esempio pratico: una società ha sede negli Stati Uniti, vende negli Stati Uniti ma produce in Europa. Dovrà pagare quindi i suoi dipendenti in euro: è logico che tema un apprezzamento della moneta unica sul dollaro.
In sintesi, il core business delle imprese che frequentano il Forex non è il guadagno o la speculazione e nemmeno la protezione degli investimenti. Piuttosto, è il contenimento dei costi.

Banche centrali. Tra i massimi obiettivi delle banche centrali figura sempre la stabilità monetaria. Gli strumenti normalmente messi in campo comprendono: acquisto o vendita della propria moneta al fine di indebolirla; taglio o aumento dei tassi di riferimento; intervento diretto nell’economia reale.
E’ ovvio che le banche centrali non speculano ma semplicemente puntano alla stabilità monetaria. La loro influenza nel Forex è però massima. Non solo possono muovere quantità esagerate di denaro (si pensa che la Fed ha fino poco tempo fa immesso nell’economia reale 85 miliardi di dollari al mese), ma hanno anche un potere decisionale immenso sulla valuta di cui sono responsabili.

Speculatori. Sono i pesci piccoli, coloro che cercano di trarre puro e semplice profitto. Non è gente cattiva: solamente, cercano di aumentare il proprio patrimonio operando nei limiti della legge. Assolvono comunque a una grande funzione: fanno massa, e sono in grado di bilanciare le azioni di banche e multinazionali, fornendo liquidità quando non ce n’è ed equilibrano il mercato.

Broker. Non sono soggetti attivi, bensì fungono da semplici intermediari. Hanno una funzione importante perché, senza di loro, la stragrande maggioranza degli investitori non potrebbe operare.

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