Monito dell’Unione all’Italia: “squilibri eccessivi, nessuna procedura formale ma piano di riforme entro aprile”

Monito dell’Unione all’Italia

Oggi la Commissione europea invierà al governo italiano una lettera sui conti pubblici, in cui l’esecutivo comunitario sottolinea i rischi di violazione delle norme sulla riduzione del debito nel 2015 e nel 2016. La missiva non richiede una manovra aggiuntiva ma intima a Roma di presentare un piano di riforme per risanare gli “squilibri eccessivi” entro il 15 aprile. Data non casuale perché proprio entro quella data il governo dovrà presentare il nuovo piano di stabilità e il nuovo programma nazionale di riforme, inclusi nel Documento economico e finanziario.

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Nel giudizio sui 28 paesi membri ben 11 sono quelli oggetto dell’avvertimento della Commissione. Le situazioni peggiori sono quelle di Italia, Bulgaria, Croazia, Francia e Portogallo, che rimangono in regime di monitoraggio stretto da parte della Commissione ma senza l’apertura di una procedura formale. Un eventualità non scongiurata del tutto; infatti – secondo il vicepresidente della Commissione Dombrovskis – “l’Italia deve continuare lo sforzo in corso sulle riforme perché può esser messa nel braccio correttivo della procedura di squilibri in qualunque momento”.
Le osservazioni di Strasburgo non risparmiano, però, nemmeno la Germania a causa del surplus troppo elevato e l’insufficienza degl’investimenti che ha ricadute negative per gli altri Paesi dell’Unione.

Nella lettera, a firma del vice presidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis e del commissario agli affari monetari Pierre Moscovici, la Commissione esamina minuziosamente la situazione dei conti pubblici italiani e sottolinea come i segnali vadano nella direzione di una violazione delle regole di bilancio – vale a dire, quella norma che prevede la riduzione del passivo di un ventesimo all’anno – sia per il 2015 che per il 2016. Nella sua valutazione preliminare della Finanziaria 2016, pubblicata a fine 2015, la Commissione aveva già avvertito l’Italia del rischio di una deviazione significativa rispetto all’obiettivo del pareggio delle finanze pubbliche. Una valutazione definitiva sulla Finanziaria 2016 arriverà a maggio. L’esecutivo comunitario porrà la sua lente sui piani nazionali di riforme al fine di verificare che contengano quelle misure atte a contrastare – nel caso italiano – un alto debito, la bassa competitività, l’alta disoccupazione e le sofferenze bancarie
“Ciò – si legge nella lettera – permetterà di tenere in conto queste misure nelle previsioni di primavera, che saranno alla base della valutazione (…) del rispetto italiano dei suoi obblighi secondo le norme del Patto di Stabilità e di Crescita”. Un messaggio nemmeno tanto criptico sul legame esistente tra la valutazione di tale piano e l’eventuale grado di flessibilità che Bruxelles potrebbe concedere al governo italiano. Una possibilità che da sola non mette’Italia al sicuro. “Anche nel caso di concessione massima della flessibilità richiesta – si legge nel documento redatto dall’Ecofin – rimane il rischio di una significativa deviazione» dei conti pubblici”. L’Europa vuole dall’Italia riforme incisive e le vite in tempi brevi.

A fronte di queste severe osservazioni, sia Renzi che Padoan si mostrano sereni. “I conti italiani non sono al sicuro, sono allo strasicuro, non c’è bisogno di nessuna manovra”, aveva già assicurato il Premier la scorsa notte, all’uscita dal vertice. Il Ministro dell’Economia minimizza: “Non mi sembra che l’Ue chieda qualcosa in più la nostra situazione non è peggiore di altri e in alcuni casi è migliore”. Padrona ha rassicurato sulla bontà del dialogo con la Commissione e si è detto convinto che a maggio arriverà il ia libera alla flessibilità, anche se poi aggiunge “non si può dire che abbiamo concluso la conversazione”. La partita su riforme e flessibilità è ancora tutta da giocare.

One Response to Monito dell’Unione all’Italia: “squilibri eccessivi, nessuna procedura formale ma piano di riforme entro aprile”

  1. Matteo scrive:

    Quando avremo un presidente del consiglio eletto dal Popolo, si potrà incominciare a parlare di democrazia.

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