Nestlé: grossa perdita in seguito ai noodles ‘indigesti’

Può uno scandalo appiattire gli utili, anzi condurli al ribasso per una delle più forti multinazionali del nostro presente? La risposta sembra proprie essere positiva, visto quanto è successo in India con la multinazionale Nestlé. Lo scandalo che aveva interessato negli scorsi mesi gli spaghetti istantanei Maggi sembra infatti essere una delle cause maggiori del crollo degli utili della multinazionale svizzera, che sono scesi del -39% nel corso del 2015.

Si tratta di percentuali molto importanti, che meritano però di essere lette in relazione ad un risultato complessivo che si propone più che positivo, visto che gli utili registrati nel corso del precedente anno finanziario hanno raggiunto la cifra di 9.1 miliardi di franchi svizzeri, ovvero l’equivalente di 8.2 miliardi di euro. La società ha recentemente reso noti i risultati di bilancio relativi al periodo in questione, dichiarando che proporrà un dividendo per azione di 2.25 franchi svizzeri contro i 2.20 che erano stati messi in atto nell’anno precedente.

Si tratta di risultati al di sotto delle aspettative, perché i conti finali della multinazionale sono apparsi notevolmente appesantiti dal rafforzamento del franco svizzero e dalla complicata situazione del mercato internazionale. A tutto questo si è sommata la vicenda degli spaghetti istantanei Maggi che ha coinvolto l’India negli scorsi mesi. Gli spaghetti di questo tipo e di questa marca sono stati infatti richiamati in India dopo che l’Agenzia Nazionale per Ia Sicurezza Alimentare li aveva dichiarati pericolosi per il consumo umano.

La causa è stata ricercata in livelli di piombo troppo alti e l’accusa era stata prontamente rigettata da Nestlé. Il danno di immagine è stato però fortissimo, perché il ritiro è durato più delle attese, da giugno fino al mese di novembre. E’ importante considerare che questa tipologia di spaghetti copre circa l’80% del mercato in india, quindi si può comprendere quale sia stato il danno economico e di immagine per la multinazionale svizzera.

In termini generali, il calo dell’utile Nestlé va quindi rapportato a questa vicenda, ma anche al fatto che nel 2014 il fatturato era risultato elevato in seguito alla vendita della compartecipata l’Oreal. La crescita organica si è quindi assestata al +4.2%, una percentuale che si propone inferiore al target previsto che era di 4.5%, il quale era stato fissato dal gruppo nel mese di ottobre dello scorso anno dopo aver stimato una crescita globale del 5%. Il fatturato è invece diminuito del 3%, e ora la multinazionale dovrà rimboccarsi le maniche per mantenere le previsioni per il 2016 e per migliorare il danno di immagine subito nei paesi asiatici.

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