Niente di nuovo da Jackson Hole, mentre la Yellen prende tempo

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Ieri a Jackson Hole si è tenuto il tanto atteso meeting della Federal Reserve, un appuntamento importante dove tutte le attese erano circondate attorno alle parole della presidente Janet Yellen, dalle quali ci si attendeva qualche novità e presa di posizione circa la nuova politica monetaria da mantenere, ma così non è stato. Infatti dalle dichiarazioni della Yellen non è emersa alcuna informazione rilevante sulle future strategie, e l’impressione rimane quella di una comunicazione parziale e non trasparente, niente di diverso da quanto accaduto negli appuntamenti degli scorsi mesi, ma certamente ben lontano da quello che dovrebbe essere il ruolo di un banchiere centrale.

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Ha ribadito più volte di essere pronta a un nuovo rialzo dei tassi, e ha confermato che le ragioni per procedere “si sono rafforzate nei mesi precedenti”, ma di fatto il rialzo non è stato applicato. L’ipotesi verrà riproposta al prossimo vertice in agenda per il 20/21 settembre, o forse a dicembre, ma in ogni caso non vi è certezza circa i tempi di una eventuale stretta e l’impressione rimane quella di voler prendere tempo.

Un primo verdetto sul suo discorso è infatti già fornito dalla risposta dei mercati, dove azioni e bond hanno inizialmente reagito con una buona risalita alle prime parole del presidente della Banca centrale americana, ma tornando in ribasso una volta riemersa la solita, fondamentale questione, se applicare o meno la stretta economica. Inoltre a confondere ancor più gli operatori ci ha pensato un’intervista televisiva di Stanley Fischer, il vice della Yellen, che cambiando ancora le carte in tavola ha voluto aggiungere come le parole della Yellen non escludano neppure due rialzi dei tassi entro la fine dell’anno.

La stessa piazza future, su cui scattano le scommesse sui movimenti dei tassi, ha ora rialzato le percentuali di una imminente stretta al 32% nel breve termine, quindi altamente improbabile, mentre per dicembre la percentuale si alza fino al 57%. Infatti le prossime vicine elezioni per la Casa Bianca e per il Congresso lasciano intuire che facilmente la Fed vorrà evitare di correre eccessivi rischi prima di queste decisive date.

Parole generiche quelle della Yellen, che mancano di determinazione e lasciano trasparire tutta l’incertezza della stessa Federal Reserve: “Alla luce della continua solida performance del mercato del lavoro e del nostro outlook per attività economica e inflazione credo che le ragioni per un incremento dei tassi sui federal funds si siano rafforzate. Le nostre decisioni dipendono però dal grado nel quale i dati in arrivo sono conformi all’outlook”. Con quest’ultima frase la Yellen ha ribadito l’importanza che avrà la prossima riunione in particolare sul fronte occupazionale, che ha marciato al ritmo di 190mila nuovi impieghi negli ultimi 3 mesi.

La Yellen non ha comunque nascosto la sua soddisfazione circa i recenti sviluppi economici, affermando che se pur “la crescita non è stata rapida, è stata sufficiente a generare ulteriori miglioramenti sul mercato del lavoro”. Ha poi continuato “Ci aspettiamo una moderata crescita, ulteriore solidità nell’occupazione e un’inflazione che salga al 2% nei prossimi anni”. In questo modo ha in parte scacciato le preoccupazioni che avevano frenato gli interventi della Fed nella prima metà dell’anno, quando un Pil al passo dell’1% e una frenata nella creazione di lavoro si erano sommati a incognite globali quali Brexit e il rallentamento cinese.

Comunque la Fed ha anticipato di ritenere “appropriato un graduale aumento dei tassi interbancari nel tempo”, lasciando in questa speranza forse l’unica nota positiva da rilevare nell’appuntamento di Jackson Hole. Quanto poi questa valga in termini concreti rimane tutto da vedere, tra l’altro ricordando che negli ultimi anni la stessa Yellen si è sforzata di non usare il simposio di Jackson Hole per svelare mosse delle Fed, preferendo riservarle alle sedi istituzionali. Se la previsione media dei vertici della Banca centrale al momento vede tassi a breve all’1,625% a fine 2017, la presidente ieri ha preferito citare altre percentuali per nulla chiare, confermando il 70% di probabilità che i tassi siano tra lo 0 e il 3,25% entro la fine del 2017. Come ha detto la stessa Yellen d’altro canto “L’economia è di frequente scossa da shock e raramente evolve come pronosticato”. Parole sacrosante, ma certamente in questo caso una maggiore chiarezza e trasparenza sarebbero state apprezzate.

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Niente di nuovo da Jackson Hole, mentre la Yellen prende tempo
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Ancora una volta la Yellen non ha il coraggio di decidere: nulla di fatto dalla riunuone FED.
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