Nuovo crollo MPS, l’AD Viola: “andamento anomalo, non ha alcun riscontro nei fondamentali della banca”

Quella di oggi è un’altra giornata nera per la Montepaschi. Dopo aver bruciato in meno di un mese la propria capitalizzazione e perso metà del suo valore di Borsa da inizio anno, il titolo Mps continua a segnare perdite a due cifre.
Intanto, la Consob ha vietato le vendite allo scoperto del titolo MPS fino a domani. La decisione dell’autorità di controllo riguarda le vendite “assistite dalla disponibilità dei titoli. Con ciò viene estesa e rafforzata la portata del divieto di vendite allo scoperto nude, già in vigore per tutti i tiitoli azionari dal primo novembre 2012”.

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Nel frattempo, in una lunga nota diffusa prima dell’apertura dei mercati, l’amministratore delegato di Mps, Fabrizio Viola, ha precisato come “le prime evidenze relative al 2015 confermano che l’attuale andamento del tutto anomalo del titolo Mps non ha alcun riscontro nei fondamentali della banca che anche nel corso dell’ultimo trimestre sono migliorati, confermando il trend evidenziato nei primi nove mesi dell’anno”.

Il manager sottolinea che “oggi l’azionariato di Mps è particolarmente frazionato e ciò porta a immaginare che le vendite non siano state il frutto della cessione di grandi partecipazioni. L’ interpretazione che danno i principali intermediari è che vi sia in realtà carenza di compratori piuttosto che la presenza di grandi venditori”.

Viola però ha tiene a ricordare – pur senza fornire cifre – che i ricavi sono aumentato sia rispetto all’ultimo trimestre sia rispetto all’anno precedente , mentre i costi sono stati ridotti ulteriormente rispetto al 2014, “confermando la positiva tendenza di miglioramento dell’efficienza operativa della banca in corso ormai da quattro anni”.

QUALITÀ DEL CREDITO E PATRIMONIO Circa la qualità del credito, nella nota si sottolineano gli sforzi della banca che “ormai da diversi mesi uno sforzo straordinario per conseguire l’obiettivo di ridurre la dimensione del portafoglio di crediti anomali e i primi risultati si incominciano a vedere, grazie agli effetti delle cessioni di sofferenze effettuate nell’anno e dell’attività di recupero svolta dalle strutture interne”. Viola dà anche rassicurazioni sullo stato patrimoniale e finanziario di Montepaschi, sottolineando che “a dotazione di capitale della banca continua ad essere adeguata e comunque al di sopra delle soglie prescritte dalla Bce, mentre la situazione della liquidità a fine anno della banca era particolarmente positiva”.


LA PREOCCUPAZIONE DEI CLIENTI
Viola non nega che tra i clienti ci sia preoccupazione per quanto si apprende dai Media ma, circa la raccolta, precisa che “al momento la dimensione della raccolta di quei clienti che hanno deciso di spostare parte dei loro risparmi è contenuta e comunque inferiore a quella riscontrata nella precedente crisi che la banca ha vissuto nel febbraio 2013 ed è stata brillantemente superata”.

IPOTESI DI FUSIONE L’ipotesi di una fusione di Mps con un altro grande istituto che aiuti la più antica banca del mondo ad uscire dalla crisi è sul tavolo da tempo ma al momento non si è ancora in presenza di alcuna proposta. Da Davos, Carlo Messina, consigliere delegato e CEO di Intesa Sanpaolo, smentisce la possibilità di acquisizione di Mps e le presunte pressioni di Palazzo Chigi perché si arrivi a tale soluzione. Sulla stesa linea l’AD di Unicredit, Federico Ghizzoni, che nega l’esistenza di sollecitazioni governative ad intervenire su Montedeipaschi.

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