Pensionati, arrivano gli arretrati

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E’ finalmente arrivato il momento, per moltissimi pensionati italiani, di ricevere il tanto agognato arretrato per la mancata rivalutazione 2012-2013. Il rimborso sarà però parziale (facciamo un esempio: si tratta di 660 euro per chi ha una pensione di 1.500 euro, 440 euro per chi ha una pensione di 2.000 euro), una tantum, e molti dovranno fare anche un ricorso giudiziario. Ad alcuni, tra l’altro, non arriverà neanche un euro.

Con la rata della pensione di agosto, circa 4 milioni di pensionati italiani riceveranno i tanto annunciati e attesi arretrati (non chiamiamoli bonus) per la mancata rivalutazione degli anni 2012-2013. Il primo agosto – anche se il pagamento effettivo è avvenuto lunedì 3 agosto – l’Inps ha messo in pagamento le pensioni comprensive dei rimborsi maturati in applicazione della Sentenza della Corte Costituzionale n. 70/2015.

Chi potrà ricevere i rimborsi? Solo coloro che hanno avuto una pensione lorda nel 2011 da 1.405 euro (tre volte il minimo) a 2.810 euro (sei volte il minimo). I pensionati più “ricchi”, con 3.000 euro di pensione lorda, non riceveranno alcun arretrato ad agosto, pur avendo diritto quasi 6.000 euro di arretrati. Nemmeno coloro con una pensione inferiore a 1.405 euro nel 2011 hanno diritto agli arretrati, poiché per i pensionati sotto tale cifra di pensione non vi è stato il blocco della perequazione negli anni 2012-2013. Sono possibili, ovviamente, errori nei calcoli da parte dell’Inps, e non si escludono eventuali azioni giudiziarie per recuperare la restante parte degli arretrati.

I rimborsi sono solo parziali e non totali perché così è stato deciso dal Decreto Legge n. 65 del 2015 del Governo Renzi, che ha stabilito i rimborsi parziali. Una bella beffa per i pensionati, visto che il rimborso non è solo parziale, ma anche soggetto a tassazione. Infatti le somme arretrate sono lorde, ossia devono essere assoggettate ad I.R.P.E.F. con il regime della tassazione separata, ex art. 17 D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, con esclusione delle somme maturate successivamente al 31.12.2014.

Renzi ha cercato così solo di rimandare il problema, ma non si faranno attendere le risposte dei pensionati che ricorreranno in massa all’autorità giudiziaria. I pensionati infatti, che avrebbero diritto a cifre da 4 mila a 7 mila euro di arretrati e che ne riceveranno una cifra molto più bassa, grazie alla sentenza della Corte Costituzionale n. 70/2015, potrebbero proporre un ricorso davanti al giudice, magari rivolgendosi ad un Avvocato esperto in materia previdenziale.

Intanto il Presidente della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro, Rosario De Luca, ha consigliato ai pensionati di fare un ricorso perché è un diritto acquisito: “E’ un diritto acquisito e siccome è negato si deve fare ricorso”. Sulla modalità da seguire, De Luca afferma: “Rivolgetevi ai 28 mila Consulenti del Lavoro in tutta Italia”.

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