Pensione anticipata, ecco le previsioni

Molti italiani aspettano solo di poter andare in pensione: così si creerebbero anche tanti nuovi posti di lavoro, per i giovani che non riescono a trovarne uno. Il governo starebbe pensando ad una riforma che attutisca gli effetti della legge Fornero: si pensa a una soluzione per gli esodati, ma anche per tutti i disoccupati anziani che non riescono a trovare una nuova collocazione lavorativa. Inoltre, si parla di flessibilità per lavoratrici vicine al traguardo della pensione.

Tutte queste novità potrebbero essere inserite nel testo della legge di Stabilità. I ministri Padoan e Poletti riferiranno in Parlamento oggi proprio sul tema degli esodati, per i quali è all’esame della Camera una settima salvaguardia. Ma si farà il punto anche sulle altre iniziative in cantiere. Lo stesso ministro Poletti, che ieri con Padoan ha affrontato la questione a Palazzo Chigi nell’ufficio del sottosegretario De Vincenti, ha però messo in guardia da aspettative irrealistiche: «Tutte le ipotesi che sono uscite sono tutte fantasiose. Quando uscirà la legge di stabilità, dove saranno scritte le norme perché vorrà dire che collegialmente avremo fatto tutte le valutazioni e preso una decisione, lo so, saprete. Non c’è nessuna anticipazione sulla materia».

Anche le banche, con l’Abi, si dicono a favore di un allargamento della cosiddetta opzione donna, ovvero la possibilità prevista per le lavoratrici di andare in pensione prima con un assegno più basso. Le ipotesi parlano di un’uscita a partire dai 63 anni di età, invece dei 66-67 anni. Senza interventi sulla riforma Fornero, attualmente in corso, infatti, le donne del settore privato l’anno prossimo si troveranno di fronte a un nuovo scalino con il passaggio dell’età di vecchiaia da 63 anni e 9 mesi a 65 anni e 7 mesi. Secondo le simulazioni elaborate da Progetica, però, società indipendente di consulenza in educazione e pianificazione finanziaria, la riduzione dell’assegno prevista sarebbe però doppia: infatti, a quella derivante dal solo anticipo dell’uscita, si aggiungerebbe l’eventuale penalizzazione per compensare nel medio-lungo periodo i maggiori esborsi a carico del bilancio dello Stato.

Per esempio, una dipendente con una possibile pensione piena di 1.730 euro netti mensili, se decidesse di lasciare il lavoro a 63 anni dovrebbe accontentarsi di 1.361 euro, importo più basso dell’11 per cento. Lo stesso potrebbe essere applicato anche ai lavoratori uomini in difficoltà, per i quali sono comunque allo studio anche strumenti diversi.

Si parla anche di un'”opzione uomo“, insomma, per i lavoratori che perdono l’occupazione a pochi anni dalla quiescenza: gli uomini potranno accedere alla pensione con 3 anni di anticipo rispetto all’età di vecchiaia (66 anni e 7 mesi dal 2016) con un taglio dell’assegno legato non al ricalcolo contributivo, ma all’equità attuariale.

One Response to Pensione anticipata, ecco le previsioni

  1. Conte Zio ha detto:

    unica cosa buona fatta da monti questi la vogliono distruggere? ma siamo pazzi o che?

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