Petrolio: prossima resistenza a 50 dollari/barile

Petrolio movimento rialzista 16 Maggio 2016

Durante la sessione asiatica di questa notte, abbiamo notato che i prezzi del petrolio sono saliti con facilità, ma gli analisti hanno comunque calmato gli animi, affermando che questo movimento rialzista non ha un vero e proprio catalizzatore in grado di fornire una reale direzione dei prezzi.

Sul NYME, il futures del petrolio dolce e leggero sono saliti dell’1.41% e sono attualmente scambiati a 46.80 dollari al barile. Anche il brent ha avuto un movimento rialzista molto interessante, e adesso si trova a +1.40% a 48.53 dollari al barile.

I prezzi del petrolio sono caduti a causa delle prese di profitto, ma sono comunque riusciti a chiudere la scorsa settimana al rialzo.

Gao Jian, analista presso SCI International, ha dichiarato che ”I prezzi sono decisamente in un trend al rialzo, ma le prese di profitto non tarderanno a tenere i prezzi sotto i $ 50 per un po’ a meno che non ci saranno eventi importanti, che potrebbero aiutare a riequilibrare il mercato.”

La sovrapproduzione del greggio è stata in gran parte responsabile per mantenere i prezzi del petrolio in fase di stasi negli ultimi due anni. Anche se i prezzi sono saliti di oltre l’80% dopo aver toccato il suo punto più basso degli ultimi 13 anni, durante lo scorso febbraio, siamo ancora a metà strada rispetto ai livelli di metà 2014, quando il petrolio veniva scambiato addirittura sopra i 100 $ al barile.

Tuttavia, le previsioni ottimistiche per una più rapida crescita della domanda e di un rallentamento della crescita dell’offerta sta aiutando il sentiment del mercato a cambiare direzione. La scorsa settimana, l’Agenzia Internazionale per l’Energia, ha affermato che le scorte di petrolio globale saranno oggetto di una “drastica riduzione” nella seconda metà dell’anno, anche se continueranno ad aumentare nei primi sei mesi, in quanto l’Iran sta procedendo ad aumentare la produzione.

L’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio ha fornito delle opinioni simili. Il cartello ora prevede che la produzione non-OPEC diminuirà di 740.000 barili al giorno, andando dunque a 56,4 milioni di barili al giorno quest’anno – 10.000 barili al giorno in meno rispetto alle precedenti stime dell’OPEC. La maggior parte dei tagli arriveranno da produttori di scisto statunitensi che sono a mercato con dei prezzi estremamente bassi.

La previsione dell’OPEC sugli USA, è che il paese oltreoceano produrrà 431 mila barili al giorno in meno rispetto al 2015, andando quindi dunque a produrre 13.56 milioni di barili al giorno. Nella settimana che si è conclusa il 13 Maggio, c’è stata l’ottava settimana di fila nella quale le piattaforme petrolifere USA sono crollate di 10 unità, andando dunque a 318.

Petrolio movimento rialzista 16 Maggio 2016

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