Pos Obbligatorio: i dati rivelano una flessione nell’impiego

broker opzioni binarie deposito minimo

Dal 30 giugno dello scorso anno è entrata in vigore una norma che impone ai commercianti di accettare tutte le transazioni che vengono effettuate con la carta di credito e il bancomat, ovvero i pagamenti di natura elettronica. La norma impone inoltre di accettare pagamenti con la carta di debito se essi sono superiori come importo totale ai 30 euro. Doveva trattarsi di una possibilità per snellire i pagamenti da parte degli acquirenti, ma soprattutto di un modo per modernizzare il paese avvicinandolo agli standard mondiali, soprattuto statunitensi, dove anche un semplice caffè viene pagato con la carta di credito.

Dal momento dell’entrata in vigore della normativa, la situazione non è però cambiata in positivo, anzi, è peggiorata, perché si sono registrati molti pagamenti telematici in meno rispetto al passato. Si tratta di un effetto contrario che nessuno di certo si aspettava, ma i dati parlano più che chiaro, perché al 31 dicembre del 2014 il numero dei Pos presenti nelle attività commerciali sono inferiori a quelli attivi nel 2013, poco più di 46mila contro gli oltre 59mila del 2013.

Ovviamente lo Stato non può sanzionare i consumatori e neanche i commercianti per il mancato utilizzo dei sistemi elettronici, e molte persone non sanno che una volta superata la soglia dei 30 euro il pagamento telematico diventa un diritto che può essere richiesto per legge. Secondo la classe politica, il problema va ricercato nella cultura italiana, che vuole pagare con contanti e che guarda ancora con diffidenza all’impiego del denaro elettronico. A ciò si aggiungono i costi, che non sono pochi per gli esercenti.

Attivare un Pos costa, infatti, circa 2mila euro da parte dei commercianti e pesa per il 2% sul ricavo annuale dell’esercizio. Non si tratta di cifre eclatanti, ma di un costo fisso e percentuale che può scoraggiare le attività ad inserirlo in bilancio, soprattutto nei casi di esercizi che stanno arrancando per colpa dei riflessi della crisi economica.

Questo fatto è avallato dal fatto che molti esercenti scelgono di perdere i clienti piuttosto che dare loro la possibilità di pagare con moneta telematica. Quasi il 15% degli italiani rinuncia infatti all’acquisto se non può concluderlo con la carta di credito o con il bancomat, e il 16% va alla ricerca di un altro esercizio dove sia possibile completare la transazione con gli strumenti telematici. Si tratta di clienti persi, perché è noto che 7 italiani su 10 desiderano al giorno d’oggi affidarsi al bancomat per i loro acquisti.

In questi giorni è stato quindi presentato un disegno di legge che prevede incentivi per chi sceglie di adeguarsi alla normativa e di introdurre il Pos nell’esercizio di vendita e anche sanzioni per chi non ha ancora le carte in regola per offrire il pagamento telematico ai propri clienti. Questa manovra mira, innanzitutto, a bloccare il flusso di contante e anche a favorire il controllo delle attività, che potrebbe diventare più trasparente e benefico anche per le casse dello Stato.

2 Responses to Pos Obbligatorio: i dati rivelano una flessione nell’impiego

  1. Andrea scrive:

    Vogliamo poi parlare della flessione fiscale pari al 68%? Poi ci meravigliamo che colossi come Amazon si guardano bene dal pagare le tasse nel nostro paese, e preferiscono paesi come il Lussemburgo…

  2. Mammina scrive:

    Ma che cosa vogliono di più? l’anima?

    io ce l’ho più con gli italiani che per 80 euro gli hanno votati e legittimati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *