Secondo Equita le banche sono spacciate, “Non basta ricapitalizzare”

Equita Banche Italiane Brexit

Ormai il fuggi fuggi per ritirare i depositi, per spostarli all’estero è alle porte. È necessario prepararsi al più presto, perché anche una fonte autorevole come Equita ha messo tutti allerta. Continuate a leggere, perché quello che sta succedendo è a dir poco incredibile.

Quello che potrebbe accadere alle varie banche italiane, se lo stanno chiedendo in molti ormai.

Gli analisti di Equita hanno analizzato tutte le svariate novità degli ultimi giorni che sono venute fuori dopo gli effetti della Brexit, stilando addirittura tre possibili scenari, che potrebbero cambiare il settore bancario per sempre. Il Governo può intervenire nel settore, dando per scontato l’aiuto fondamentale dall’UE.

Ci vogliono per 30 miliardi per coprire gli NPL, ovvero i crediti deteriorati, ad un rapporto più “umano”, ovvero l’80%, circa quindi il doppio rispetto al 40% attuale.

Mario-Draghi-Brexit

Secondo gli analisti, semplici ricapitalizzazioni non serviranno praticamente a niente, e non cambieranno le sorti delle banche e la relativa fiducia, in quanto significherebbe una dilazione per gli azionisti. Qualsiasi piano che è stato per adesso preventivato, non soddisfa o soddisfa poco gli analisti di Equita, giudicati come tra i migliori in italia e nel mondo.

Ogni piano, secondo Equita, dovrebbe prevedere anche delle azioni. Ecco le tre possibilità che sono state delineate, che il Governo Renzi si troverà di fronte.

Primo scenario: che prevede 30 mld di ricapitalizzazione delle banche per innalzare la copertura dei crediti in sofferenza, di circa l’80%. Questa soluzione porterà una grande diluzione e i prestiti non performanti sempre nel bilancio.

Secondo scenario: Potrebbe intervenire la Cassa depositi e prestiti per aumentare l’investimento Atlante con un taglio abbastanza generoso, che si attesterebbe intorno ai 5-10 miliardi di euro. Secondo Equita, questa sarebbe la soluzione migliore in quanto il multiplo prezzo/capitale tangibile verrebbe innalzato soltanto allo 0.46, senza alcuna dilazione.

Terzo scenario: Ci potrebbe essere inoltre un’emissione di bond MEF, che non sono altro che obbligazioni del Ministero del Tesoro, in modo da pagare i crediti deteriorati. Il tutto verrà fatto attraverso una bad-bank, che permetterà alle banche di avere un assorbimento di 10 mld, che verranno coperti con i bond, che verranno ripagati in futuro con delle cessioni oppure aumenti del capitale. Secondo Equita, il vantaggio in questo caso sarebbe istantaneo, e permetterebbe una crescita della quotazione, con un derisking indolore.

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Secondo Equita le banche sono finite, “Non basta ricapitalizzare”. Grave crisi in arrivo per tutte le banche italiane.
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