Secondo l’Istat la crescita c’è, ma non raggiunge i ceti più bassi

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Fiducia, ottimismo e meno contenimento della spesa sono le caratteristiche degli italiani fotografate dall’Istat nel 2014. E’ stato infatti emanato l’annuale Rapporto sul benessere equo e sostenibile in Italia, il quale si propone, per l’appunto, di misurare il benessere e non la sua mancanza fra i cittadini italiani. Il rapporto ha riservato qualche sorpresa e avallato tante conferme, disegnando abitudini e carenze nella media degli italiani nel corso del 2014.

Il ritratto dipinto dall’Istat mostra ancora una volta un forte divario fra nord e sud, in quanto le due aree geografiche mostrano ancora molte disuguaglianze nel campo del lavoro, ma anche per quanto riguarda la condizione dei giovani, degli anziani e delle donne. Il 2014 si è dimostrato un anno di transizione, che ha saputo fermare la caduta e registrare dei tassi di rialzo in molti settori. La forbice che interessa il lavoro tra nord e sud è però aumentata, e interessa soprattutto la quantità e le condizioni lavorative. La sicurezza ha registrato problemi anche al nord, ma nel complesso il 2014 è stato un anno ottimista, che ha saputo registrare una crescita dello 0.7% nei consumi che si sta assestando anche nel corso del 2015.

La propensione al risparmio è salita del 12%, un dato che dimostra che i livelli pre crisi sono ancora lontani, ma che qualcosa è stato fatto per migliorare l’avvenire degli italiani in termini di accantonamento. Interessante è il dato relativo al contenimento della spesa, che per il primo anno non è salito e si è assestato allo zero. Questo dato è infatti fra i più iconici nel dipingere la crisi e la povertà di un paese. Lo stesso dato affligge però le famiglie che hanno più di cinque componenti, ovvero la spesa chiede di essere ridotta nel corso del mese per arrivare a concluderlo se i componenti del nucleo familiare sono numerosi.

Il report ha però dimostrato che il disagio delle persone con gravi difficoltà economiche non si è attenuato, anzi. Le percentuali sono in questo caso ancora molto alte e più condensate nel Mezzogiorno. L’Istat ha infatti valutato il numero di persone che non possono permettersi di acquistare vestiti o abiti nuovi, che non possono uscire per svagarsi e dei bambini che non possono festeggiare il compleanno oppure organizzare feste per gli amici. Il 16% dei bambini nel Mezzogiorno non può permettersi di andare in gita scolastica e il 14.7% non dispone di uno spazio idoneo per studiare. Questi sono forse i dati che meritano di essere letti e analizzati con più attenzione, in quanto rivelano che al di là dell’ottimismo registrato, molto deve ancora essere fatto in tante aree del nostro paese per migliorare le condizioni di benessere della popolazione.

One Response to Secondo l’Istat la crescita c’è, ma non raggiunge i ceti più bassi

  1. Lollo scrive:

    Ci sono due classi di persone per cui la crescita funziona sempre: sindacalisti e politici. Gli altri a tirare la carretta per tutti. Auguri Italia, io me ne vado

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