Sessione del 26 luglio, tremano i colossi italiani

borsa italiana

La giornata di martedì non ha riservato grandi sorprese alla borsa italiana. La sessione si è infatti conclusa con minime variazioni positive, leggermente al di sotto rispetto alle altre borse europee che hanno invece registrato maggiori rialzi frazionali. Sono inoltre iniziati i tre giorni in cui verranno svolte le aste di titoli di Stati italiani: il Tesoro ha infatti collocato un CTZ e un Btp indicizzato all’inflazione, per un totale di oltre 3,5 miliardi di euro, anche se a ora il rendimento del CTZ si conferma negativo.

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Brutta giornata invece per Mediaset, che a trattativa già conclusa ha ricevuto in giornata l’annuncio dell’Ad del colosso francese Vivendi, il quale intende acquistare soltanto il 20% del capitale di Premium (rispetto al 100% originariamente concordato) arrivando a detenere in 3 anni circa il 15% del capitale di Mediaset, attraverso un prestito obbligazionario convertibile. L’emittente televisiva di Berlusconi ha già fatto sapere di essere “fermamente determinata a far valere ogni proprio diritto in ogni sede”, ma oggi il titolo è crollato a -6,94% a 3,006 euro.

Sempre alta rimane poi l’attenzione per le trimestrali che giungeranno nei prossimi giorni dai maggiori istituti di credito del Vecchio Continente. Si conferma spinosa la situazione italiana, come dimostrato anche dalla sessione di oggi: Molto volatile il Monte dei Paschi, che dopo essere arrivato al -8% è tornato in parità oscillando stabilmente e a lungo, per poi chiudere con un disastroso -15. Molta la speculazione sul titolo in questi giorni, complici gli uscenti esiti degli stress test e soprattutto il palese ritardo del governo sul piano della cessione di NPL. Rimane possibile un ritorno ai minimi storici toccati a inizio mese, a 0,2530 euro, ma la discesa non dovrebbe andare oltre l’intervallo 0,20/0,18 euro.

Meglio il Banco Popolare che chiude con un soddisfacente +2,51% a 2,452 euro e la Popolare di Milano, che si attesta a +3,56% a 0,4221 euro. Gli analisti di Equita SIM hanno tagliato il prezzo obiettivo sui due istituti, portandolo rispettivamente a 4,6 euro e a 0,72 euro, in seguito alla riduzione delle stime sulla redditività per il triennio 2016/2018.

Scende anche Unicredit, da poco guidata da Jean-Pierre Mustier, il quale ha insieme al consiglio d’amministrazione definito una nuova e più efficiente policy: semplificare le interazioni interne, assumere un più pratico assetto operativo, identificare ruoli chiari e netti, mantenere linee decisionali condivise e maggiormente proiettate sul breve termine. Nonostante la fiducia del Nuovo CEO tuttavia Unicredit scende del 2,27% a 2,242 euro, mentre la Consob ha reso noto che il 25 luglio Marshall Wace ha incrementato la posizione corta sull’istituto, portandola dallo 0,51% allo 0,61%.

Anche Luxottica ha rivisto le stime per l’intero 2016, prevedendo un fatturato in crescita costante del 2-3%, contro la precedente stima del 5-6%. Ha infatti perso il 4,03 attestandosi a 43,32 euro, mentre brillante si è rivelato l’esordio di Enav. La società di controllo del traffico aereo ha infatti registrato un +10,6% a 3,65 euro, e la stessa azienda ha confermato di aver ricevuto domande per quasi 1,82 miliardi di azioni, paragonato a un’offerta finale di 252,6 milioni di titoli.

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Sessione del 26 luglio, tremano i colossi italiani
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Seduta del 26 luglio di Borsa Italiana: molti colossi perdono terreno, da Mediaset che soffre per il clamoroso passo indietro di Vivendi sull'affare Mediaset Premium a Unicredit, i cui problemi sono più grossi del previsto.
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