Sognando l’America

ObamaQuello che sta succedendo in questi giorni in USA è davvero molto interessante. C’è un partito che si oppone per principio alle tasse e un altro che vorrebbe espandere la spesa pubblica (e si sa che più spesa pubblica significa più consenso). Ebbene, il partito che difende i cittadini dalle tasse ha fatto una cosa molto concreta e semplice, ha bloccato la spesa federale in attesa che Obama ritiri le sue riforme. E da oggi 800.000 impiegati pubblici di servizi non essenziali si ritrovano senza lavoro.
E non è finita, perché fra 15 giorni si dovrà votare per estendere il limite massimo del debito pubblico americano e se Obama non capitola gli USA andranno in default.
Probabilmente sarà una mossa che Obama sta valutando opportunisticamente, per poter poi addossare le colpe delle conseguenze ai suoi avversari politici.
Ma quello che colpisce degli USA è che esiste un partito fortissimo, con solide radici, che si batte sempre e comunque contro l’aumento delle tasse e della spesa pubblica. E sappiamo tutti quanto ne avremmo bisogno in Italia.
Colpisce che i parlamentari non abbiano comportamenti infantili ma utilizzino il proprio potere, conferito dal Popolo, per costringere il Potere Esecutivo a capitolare. E sappiamo bene quanto invece i parlamentari italiani siano in tutt’altre faccende affaccendati.
E colpisce anche il rigore della legge americana. Non c’è il bilancio? Allora le spese non essenziali si fermano. E poi una cosa che davvero è un capolavoro, il tetto massimo al debito pubblico. Il debito pubblico non è un male in sè, ma la decisione di indebitarsi deve appartanere al Popolo perché il debito è una responsabilità che va onorata e che pesa sui cittadini presenti e futuri. In Italia invece il debito pubblico è la scappatoia che ha consentito per decenni elargizioni ad amici, parenti, amici degli amici e parassiti a vario titolo, senza un vero controllo parlamentare.
Ecco, se l’Italia funzionasse come l’America adesso non saremmo nel baratro dove ci troviamo.

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