Stop alle sanzioni Iran, il petrolio continua la sua discesa. Male le borse, Milano affossata dalle banche

L’ufficializzazione della rimozioni delle sanzioni all’Iran ha alimentato il timore, già ampiamente diffuso, che sul mercato già saturo si riversi un’enorme quantità di petrolio che accentuati l’offerta di greggio, deprimendo ancora il prezzo del barile.
Nella giornata odierna sia il il Wti che il Brent sono quotati ben al di sotto dei 30 dollari; il petrolio del mare del Nord ha sfondato anche il limite dei 28 dollari, per poi effettuare un piccolo recupero, attestandosi poco sopra i 29.

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L’Iran ha già comunicato la decisione di aumentare la propria produzione di petrolio di 500 mila barili al giorno e di un ulteriore aumento di altri 500 mila barili al giorno tra sei mesi.
Una circostanza che s’inserisce nella pericolosa strategia dell’Opec che ha preferito tenere i prezzi del petrolio a livelli molto bassi per difendere le proprie quote di mercato, a scapito dei produttori non Opec, in particolare modo da quelli statunitensi. Con la politica dei prezzi bassi l’Arabia Saudita tenta anche di indebolire anche lo stesso Iran nel momento in ci torna sul mercato.
Una scelta che potrebbe avere pesanti ripercussioni sul piano delle relazioni internazionali.

GIAPPONE E CINA
L’andamento del prezzo del petrolio e la debolezza della Cina fanno sentire i propri effetti sulle borse mondiali. In una fase di forte depressione, sfuma l’atteso rimbalzo dei listini.
Con Wall Street chiusa per le celebrazioni del Martin Luther King day, l’incertezza domina le altre borse mondiali. Chiusura negativa per Tokyo; l’indice Nikkei lascia sul terreno più di un punto percentuale (-1,12%). Altalenante l’andamento delle borse cinesi. Shenzhen fa segnare un deciso rialzo, +1,58%, la borsa di Shangai, si attesta su un più modesto +0,44%, mentre l’indice Hang Seng di Honk Kong è in discesa dell’1,45%.

BORSE EUROPEE E PIAZZA AFFARRI
Partenza negativa per le borse europee che però recuperano nel corso della seduta, sulla spinta del rialzo del prezzo del petrolio, per tornare poi in terreno negativo. Parigi segna un calo dll’0,39%, peggio fanno Francoforte (-0,56%) e Madrid (-0,67%).
Maglia nera per Milano, a piazza Affari l’indice Fits Mib cede oltre due punti percentuali, a 18.774 punti e un calo del 2,20%. A spingere giù il listino italiano le perfomance dei titoli del comparto bancario.
A trainare in basso il listino milanese è il tonfo delle azioni di Montepaschi di Siena; il titolo dell’istituto senese è stato sospeso più volte per eccesso di ribasso e che al momento perde più del 12% del suo valore (-12,36%). Numerose sospensioni anche per le altre principali banche italiane, con in testa Unicredit, Intesa Sanpaolo e le Popolari.

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