Torna la fiducia nel mondo del lavoro

Lavoro fiducia

Anche per cercare e trovare lavoro serve fiducia nel futuro. Tanto che un’indicatore molto importante dell’economia di un paese è appunto il numero degli scoraggiati, ovvero di coloro che non sono in formazione, non cercano lavoro e non hanno più fiducia nel futuro. Pare però che ora, secondo i dati Istat, le cose vadano un po’ meglio. Nel secondo trimestre 2015 tutti gli indicatori sul mercato del lavoro hanno segnato un miglioramento: per quanto riguarda il tasso di disoccupazione, questo è salito lievemente al 12,4% nella media del trimestre, diminuendo però fino al 12% a luglio.

Diminuiscono invece gli scoraggiati (-114 mila in un anno), soprattutto nel Sud Italia e tra i giovani di 15-34 anni. “La ricerca del lavoro è affidata soprattutto ai canali informali: l’88,9% delle persone si rivolge ad amici, parenti e conoscenti. L’aumento tendenziale delle retribuzioni di fatto è risultato ampiamente superiore all’inflazione: prosegue dunque il recupero del potere d’acquisto delle retribuzioni al lordo delle imposte”.

L’occupazione stimata dall’indagine è pari a 22.446.000 persone, lo 0,5% in più del trimestre precedente. La crescita congiunturale degli occupati nel trimestre ha interessato entrambi i generi, ma sono calati i lavoratori indipendenti. Nel periodo considerato al Sud gli occupati sono cresciuti «di 120mila unità», anche se guardando ai tassi di disoccupazione si allarga il divario rispetto al Nord Italia.

Secondo il ministro Padoan, comunque, la fiducia nel Paese “si sta rafforzando” e il Governo continuerà con la propria strategia, unendo riforme strutturali a tagli delle tasse e sostegni agli investimenti. Pier Carlo Padoan, nel corso del suo intervento all’Euromoney Italy Conference, ha affermato la strategia del governo: “Riduzione tasse, facilitazione investimenti e riforme strutturali: l’implementazione delle politiche del governo rafforzerà la ripresa. Siamo ritornati alla crescita, daremo i numeri tra pochi giorni”.

Una fiducia che secondo il ministro “sta crescendo nelle famiglie, nelle imprese, nei mercati e nelle istituzioni. Se la fiducia sale vuol dire che la politica sta raggiungendo almeno qualcuno dei suoi obiettivi”. Intanto anche il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, conferma quanto Padoan e Renzi stanno per aggiungere nell’aggiornamento del Def: la crescita va un po’ meglio del previsto: gli ultimi dati sulla produzione industriale e sui consumi “vanno nella direzione di confermare il generale miglioramento delle prospettive di crescita” dell’Italia, ha dichiarato Visco sempre al convegno Euromoney, Italy Conference che si svolge a Milano.

Importante, per Visco, soprattutto che i consumi interni siano aumentati: “I consumi privati dovrebbero inoltre beneficiare del calo delle quotazioni del petrolio, dell’aumento dei redditi” con una accelerazione fornita dalle misure varate dal governo e dai miglioramenti nel mercato del lavoro.

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