Tsipras si dimette stasera

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Proprio quando il meccanismo europeo di stabilità ha dato il via libera al terzo programma di salvataggio della Grecia, con una prima tranche da 26 miliardi già approvata, il premier Alexis Tsipras decide di dimettersi. Lo farà stasera, puntando ad andare alle urne a settembre. La metà dei 26 miliardi di aiuti è già stata accreditata ad Atene, che li ha subito impiegati per rimborsare la Bce (3,2 miliardi) e il prestito ponte dell’Eurogruppo del mese scorso (7,16 miliardi).

A sorpresa, il governo di Alexis Tsipras va verso le elezioni anticipate, che potrebbero arrivare già a metà settembre di quest’anno. Il leader di Syriza porterà stasera le sue dimissioni e la richiesta di andare al voto già il 13 o il 20 di settembre, a quanto si viene a sapere dalla TV greca. Tsipras, dopo un incontro con i vertici del partito sarebbe pronto al passo indietro.

La causa dell’abbandono di Tsipras è la frattura interna alla maggioranza di Syriza, che si è approfondita negli ultimi mesi. Infatti una buona parte del partito di sinistra radicale si è opposto alle trattative e agli accordi con la ex Troika. La Grecia, dopo le dimissioni del premier, avrà per le quattro settimane prima delle elezioni anticipate il suo primo premier donna. Stiamo parlando della presidente della Corte Suprema Vassiliki Thanou-Christophilou. La legge greca infatti prevede che per convocare le elezioni anticipate il premier si dimetta; sarà poi il magistrato che guida il massimo organismo giuridico del Paese a guidare il governo provvisorio fino alle nuove elezioni. In questo caso, proprio Vassiliki Thanou-Christophilou.

Nei giorni scorsi molti esponenti di Syriza, anche i più vicini al premier come il primo ministro Panos Skourletis, avevano dichiarato che era necessario un ritorno alle urne che disinnescasse le tensioni interne al partito, che ormai si è scisso definitivamente in due fazioni politiche. Tsipras ha preso atto che la sua maggioranza si è sciolta durante le tre votazioni delle azioni prioritarie del terzo piano di salvataggio. Sono 43 i deputati ribelli di Syriza, che hanno manifestato l’intenzione di formare un nuovo partito anti-austerity e che porti Atene fuori dall’euro se necessario.

Intanto, sono arrivati gli aiuti finanziari promessi ad Atene. Gli aiuti sono stabiliti secondo i termini dell’accordo di Facility agreement (Ffa), che prevede fino a 86 miliardi in tre anni. I 13 miliardi che sono già stati accreditati oggi stesso fanno parte di una ‘sotto-tranche’ di 16 miliardi, al servizio di necessità di finanziamento del bilancio e del debito. Gli altri tre miliardi saranno erogati entro fine novembre, quando la Grecia avrà completato le principali azioni aggiuntive. La seconda sub-tranche da 10 miliardi servirà a sostenere potenziali ricapitalizzazioni bancarie o risoluzioni.

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