Tutti gli uomini della Patrimoniale

Patrimoniale. Se ne parla da anni, è nei sogni proibiti di certi ambienti ma fino adesso nessuno è riuscito ad imporla direttamente. Ma si sta lavorando ai fianchi il Paese per convincere gli italiani della ineluttabile necessità storica dell’ennesima tosatura. Una tosatura che questa volta farà male, molto male, visto che nella famosa telefonata di Barca si diceva chiaro e tondo che la patrimoniale sarebbe stata di 400 miliardi di euro. Una follia economica che però potrebbe saziare gli indomiti appetiti di una classe politica e sindacale dagli appetiti pantraguelici.

La patrimoniale che è già tra di noi
In effetti una pesante imposta patrimoniale è già in vigore in Italia, in questo momento. Basti pensare all’IMU (o TASI o come la volete chiamare) che costituisce un salasso pesantissimo sulle proprietà immobiliari degli italiani, persino quando si tratta di immobili strumentali all’attività di impresa. E pensiamo anche alla pesantissima tassazione del risparmio, dovuta anche all’inasprimento dei bolli decretata dall’ultimo governo Berlusconi. Dunque una patrimoniale esiste già e sta già falcidiando il risparmio degli italiani. La cosa che fa paura sono le cifre: 400 miliardi di euro sono un salasso pauroso, un salasso che metterà al tappeto il patrimonio della classe media italiana.

Tutti gli uomini della patrimoniale

de benedetti patrimoniale

De Benedetti con la tessera numero uno del Partito Democratico e tanti soldi pubblici regalati è sostenitore della Patrimoniale.

A sostenere la patrimoniale ci sono tutti coloro che ricevono vantaggi economici dallo Stato. Il primo sostenitore della patrimoniale è De Benedetti (comunemente detto De Maledetti). Il proprietario di Repubblica, famoso per la facilità con cui distrugge qualunque impresa in cui mette le mani, ha appena avuto la sua Sorgenia, gestita in modo demenziale, salvata da cospicui finanziamenti pubblici. Ovvio che la tessera numero 1 del partito democratico sia quindi a favore delle tassa patrimoniale. Peccato però che viva in Svizzera e li abbia tutto il suo patrimonio. Come si dice, lui vuole la patromoniale con il culo degli altri.

fabrizio barca patrimoniale

Fabrizio Barca vorrebbe una patrimoniale da 400 miliardi di euro

Fabrizio Barca si è autoproclamato salvatore della patria ed è diventato famoso per aver sdegnosamente rifiutato un incarico ministeriale che poi si è scoperto nessuno si era mai nemmeno lontanamente sognato da offrirgli. Il suo pensiero è sintomo della feroce guerra per bande che attraversa il Partito Democratico (con centinaia di manager pubblici da nominare è normale). Il suo ideale è quello di imporre al paese 400 miliardi di euro di patrimoniale. Per farne che? Non si capisce bene. Probailmente per distribuirlo ad amici, amici degli amici e compagni di merende. Peccato che una simile patrimoniale distrugerebbe per sempre l’economia italiana.

pietro modiano

Pietro Modiano, uomo di Banca Intesa e sposato Pollastrini, è presidente della Carlo Tassara, al centro di uno scandalo finanziario da 2 miliardi di euro.

Pietro Modiano non è noto al grande pubblico ma è una personalità molto influente. E’ un uomo di Banca Intesa, sposato con l’ex ministro (o ministra) Pollastrini, area DS. La sua unica apparizione televisiva fu in una puntata di Presa Diretta confezionata ad arte per alimentare invidia sociale e odio. In quell’occasione Modiano, tra l’altro pluriindigato dalla procura di Forlì per usura e altri reati simili, ebbe il coraggio di affermare pubblicamente che la patrimoniale è necessaria per l’Italia.
Per capire da dove nasce questa necessità assoluta della patrimoniale dobbiamo risalire al lavoro che attualmente Modiano svolge per conto di Banca Intesa. Modiano è stato paracadutato alla guida della Carlo Tassara. Si tratta di una poltrona che scotta anche se molto ben renumerata. La Carlo Tassara è una sorta di buco nero della finanza ulivista, un buco nero che ha ingoiato svariati miliardi di euro prestati da Intesa e Unicredit (le grandi banche uliviste / prodiane) all’oscuro finanziere franco-polacco Romain Zaleski che si vantava, negli anni delle vacche grasse, di gestire miliardi di euro dallo scantinato (letteralmente) di casa sua. Viene da chiedersi come mai i più grandi istituti del Paese abbiano prestato miliardi di euro ad un personaggio così oscuro (ma con amicizie altolocate) quando un piccolo imprenditore si vede sempre sbattute le porta in faccia, anche quando ha un business serio e profittevole. Comunque i miliardi riversati dalla banche italiane nella Carlo Tassara attualmente sono evaporati. Nessuno sa bene che fine abbiano fatto, se siano stati persi in demenziali operazioni di borsa oppure siano finiti chissà dove. Fatto sta che tutte le banche estere implicate nell’operazione sono uscite a gambe levate lasciando il cerino nelle mani di Intesa e Unicredit che hanno mandato Modiano a fare il lavoro sporco. Prima o poi il buco (minimo 2 miliardi) dovrà essere ripianato da qualcuno. E quel qualcuno sono i contribuenti italiani. Dopo tutto non è difficile: con una patrimoniale da 400 miliardi, far saltar fuori 2 o 3 miliardi per mettere a tacere questo scandalo non è difficile…

2 Responses to Tutti gli uomini della Patrimoniale

  1. Conte Zio scrive:

    bell’articolo, coraggioso. Ultimamente sono pochi che hanno il coraggio di scrivere le cose come stanno. C’è anche da dire che la storia della Carlo Tassara fa davvero piangere, dovrebbero portare i libri in tribunale e Intesa e Unicredit mettere a bilancio perdite pesantissime. Non lo fanno. Devo ammettere che la finanza ulivista / prodiana (banca intesa e unicredit) è uscita bene dalla crisi a differenza di Monte dei Paschi che è virtualmente fallita e tenuta in piedi come uno zombie che cammina in attesa di essere regalata a qualche straniero.

  2. Giacomo scrive:

    Pazzesco, veramente pazzesco.

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