UE, la Commissione verso la concessione della flessibilità all’Italia ma rimane lo scoglio debito

Trapela ottimismo dal collegio dei commissari, riuniti ieri a Strasburgo, sulla concessione dei nuovi margini di flessibilità sui conti pubblici 2016 richiesti dall’Italia.
La Commissione europea si appresta, quindi, a dare il proprio via libera il 18 maggio, data in cui presenterà le raccomandazioni specifiche per Paese e del giudizio sulle Leggi di Stabilità, compresa quella italiana.
Nel dibattito di orientamento sul rispetto del Patto di Stabilità i commissari hanno espresso apprezzamento per il percorso di riforme avviato dall’Italia ed è orientata a riconoscerle tutta la flessibilità aggiuntiva richiesta: per riforme (0,1%), per gl’investimenti (0,3%) e e per le spese sostenute per l’assistenza ai migranti (0,2%).
Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, si appresta ad incassare dunque il sì della Commissione, dopo che l’istituzione comunitaria il mese scorso aveva rinviato la decisione a maggio, appunto.


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Ma non sono tutte rose per il governo Renzi, rimane l’enorme scoglio del debito pubblico.
I toni concilianti, infatti, hanno fatto posto a una profonda spaccatura tra i commissari sulla valutazione del maxi-debito italiano. In particolare, il vicepresidente lettone della Commissione europea Valdis Dombrovskis e altri commissari di Paesi del Nord, secondo l’impostazione di rigore di bilancio sostenuto dalla Germania, avrebbero fatto pesare il mancato conseguimento dell’obiettivo di riduzione.
Secondo le previsioni di Primaveradella Commissione, infatti, l’indebitamento italiano quest’anno rimarrà sul livello record del 132,7%, come nel 2015, al contrario degli annunci di renzi che parlavano di una riduzione al 132,4% del Pil già da quest’anno. Ulteriori valutazioni sono attualmente in corso.

Alla luce di questi dati, l’Italia potrebbe rischiare un’azione sul debito, con l’avvio di una procedura con sanzioni
. La violazione della regola della regola obbliga Bruxelles a preparare un rapporto sul debito, chiamato “126.3”, al fine di valutarne la sostenibilità.
Da indiscrezioni di stampa si apprende che “il negoziato strategico è ancora aperto” ma non si prevede la “sorpresa” di un’apertura di una procedura per debito eccessivo. In una fase delicata come questa, soprattutto in relazione all’arrivo dell’estate e del verosimile rinfocolarsi della questione migranti, si tende a voler evitare contrasti con un Paese membro così coinvolto come l’Italia. Una possibilità più concreta è che i Commissari decidano, proprio come già fatto a marzo, di inviare una nuova lettera “ad hoc” a Roma per allertare il governo sul mancao conseguimento dell’obiettivo di riduzione del debito.

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