Un villaggio gallese sfida Londra: la tax rate di Facebook per tutti

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L’unione fa la forza e i coriacei abitanti del paesino di Crickhowell, 2800 anime nel cuore del Galles, non ci stanno ad essere tagliati fuori dalle scappatoie che permettono ai colossi del web di prosperare nel Regno Unito. La vicenda si rivela economicamente interessante, non solo per il coraggio degli abitanti, ma perché si propone di ampliare le conoscenze in merito all’argomento e anche di alzare un vero e proprio polverone sulla struttura fiscale del regno inglese.

I negozi della cittadina gallese hanno deciso di diventare ‘offshore‘, ovvero un paradiso fiscale come accade nelle isole caraibiche e nella stessa Gran Bretagna nei confronti delle multinazionali americane del web. Si tratta di un bistrò, di un negozio di ottica, di un negozio di abbigliamento, di una libreria e di altri piccoli esercizi commerciali, che si sono uniti per richiedere a Londra di poter usufruire delle normative che ‘legalmente’ permettono alle multinazionali straniere di evadere il fisco in Inghilterra.

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L’iniziativa è stata condotta da Steve Lewis, il gestore del ristorante locale, che forte di una profonda sete di cultura si è informato per bene e ha scoperto che la sua piccola azienda versava alle casse di sua maestà un importo di tasse sette volte più alto di quanto non faccia Facebook in tutto il regno Unito. Sdegno e rabbia sono quindi esplosi nel paesino, che ha scelto di fare una bella call to action facendosi aiutare da un legale per risolvere la situazione. La procedura è infatti molto costosa e difficilmente potrebbe essere intrapresa dai singoli esercenti.

Lo scopo del paesino gallese non è però quello di non pagare le tasse, ma di farle pagare ai colossi che lavorano in Inghilterra senza dover sborsare quanto dovuto al regno. Il sistema si rivela infatti favorevolissimo per i colossi del web e i cittadini del regno stanno alzando la testa verso questa legge che propone una disparità infinita fra chi guadagna miliardi di dollari nel corso dell’anno e chi invece deve fare i conti per sopravvivere. Il piano dei commercianti consisteinfatti nel dimostrare al Ministero delle Finanze britannico che in teoria tutte le città e tutti i sudditi potrebbero coalizzarsi per fare quello che loro stanno facendo e che ciò porterebbe, lentamente, ad una sorta di rivoluzione fiscale, perché la legge è dalla loro parte.

L’iniziativa è stata filmata dalla BBC e sta diventando un vero e proprio caso nazionale, perché la vicenda sarà raccolta in un documentario dal titolo “The town that went offshore“, ovvero La cittadina che diventò un paradiso fiscale che sarà pronto per l’inizio del prossimo anno.

One Response to Un villaggio gallese sfida Londra: la tax rate di Facebook per tutti

  1. Lidia scrive:

    L’invidia sociale eretta a regola di vita. Un tempo la chiamavano invidia del pene, non sarà che questi gallesi ce l’hanno proprio piccolo?

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