2012: un annus orribilis

L’anno che si sta per chiudere è stato un anno davvero molto duro per l’economia italiana. E il 2013, malgrado le dichiarazioni dei politici di governo, non sarà tanto migliore.

Il fatto che siamo in recessione è noto a tutti, anche senza leggere i dati ufficiali. Ma dare uno sguardo ai dati dell’ISTAT porta comunque ad un brivido: nel 2012 l’economia italiana scenderà del 2,3%. Un crollo vero e proprio che ci ha portato ad una contrazione netta del reddito disponibile per le famiglie e ad  un aumento della disoccupazione, soprattutto tra i giovani che non vengono tutelati in nessun modo.

crisi anno 2013

E le previsioni, sempre fatte dall’ISTAT, per il 2013 non sono certo migliori: l’anno prossimo la disastrata economia italiana subirà un’ulteriore contrazione del PIL, dello 0,5%.

Può sembrare un dato non tanto negativo, ma dobbiamo ricordare che l’economia italiana è già stata ridotta all’osso: da 20 anni praticamente non cresce, l’industria è stata abbondantemente delocalizzata in paesi che offrono condizioni competitive migliori, i grandi capitali e le eccellenze progettuali sono fuggite in paesi fiscalmente e giuridicamente più razionali. Di fatto l’economia italiana è stata già spolpata, non può contrarsi di più perché ormai la maggior parte dei servizi e dei prodotti venduti sono essenziali.

Ma gli investimenti si contraggono sempre di più: dopo tutto è l’ISTAT stessa a certificare che, di fatto, investire in Italia non conviene perché non c’è alcun ritorno sul capitale.

Tutti questi dati dovrebbero far riflettere la classe politica, che invece si trastulla con gli effimeri successi nella lotta all’evasione fiscale e con la temporanea discesa dello spread a 350 punti base rispetto ai 500 di qualche tempo fa.

Ma è solo un’illusione: se le riforme strutturali non verranno fatto presto, se il paese non si rimette in marcia, questo spread è destinato a risalire rapidamente. E poi abbiamo visto che la Merkel ha dichiarato, da politico serio, che la crisi durerà ancora 5 anni.

Aspettiamoci di tutto in questi prossimi 5 anni, il peggio probabilmente deve ancora venire.

Claudio Appio

2 Responses to 2012: un annus orribilis

  1. Conte Zio ha detto:

    Orrbilis per molti, ma non per Monti, Befera e compagnia tassante che invece hanno incrementato i propri personali profitti. Meditate gente, meditate…

  2. Sofy ha detto:

    Purtroppo la lotta all’evasione fiscale fa più male che bene. Chi ha i soldi non li spende per paura di essere additato come evasore. Abbiamo perso parecchi decimali di PIL per questa furia ideologica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *