Al grande banchetto delle nomine pubbliche

fratello angelino alfano

Il fratello di Angelino Alfano se la ride, è dirigente delle Poste senza aver fatto nessun concorso. A piangere sono gli italiani.

Le nomine fatte ieri dal Governo Renzi per i vertici delle principali controllate pubbliche hanno dimostrato una cosa chiara: niente è cambiato rispetto al passato, cambiare tutto per non cambiare nulla è il modo più italiota di preservare privilegi e posizioni di potere. In questo articolo non faremo i nomi dei nominati che andranno ad occupare le comode (e molto ben renumerate) poltrone pubbliche, tranne per due eccezioni. Quello che dobbiamo capire è che il metodo non è cambiato, in fondo. Tutte le posizionid di potere vero sono state assegnate a uomini appartenenti a questa o quella consorteria. Al grande banchetto tutti hanno un bel posto a tavola. E non ci riferiamo, qui, al lauto emolumento che l’incarico comporta, ma all’ancor più grande vantaggio di esercitare un potere immenso senza nessun tipo di controllo o quasi.

Non è un caso che le grandi società a controllo pubblico sono da sempre al centro di ogni sorta di scandalo. Ma ammesso e non concesso che venga rispettata la legge, sono anche ricettacolo di ogni sorta di miracolati, dal fratello di Angelino Alfano nominato dirigente di Poste Italiane senza concorso in poi.

Il metodo Renzie (o Renzie come ormai lo chiamano) non ha cambiato la sostanza, ma ha cambiato l’apparenza. Ed ecco che per la prima volta arrivano donne in incarichi di prestigio ai vertici delle controllate pubbliche. Ma si tratta, appunto, di una manovra tutto sommato di facciata. Per prima cosa, ai vertici di una società pubblica ci dovrebbe andare il più adatto o il più capace, non dovrebbe esserci una scelta in base al sesso.

E seconda cosa, si tratta di ruoli di prestigio ma privi di un potere effettivo. Insomma, una bella copertina per i TG della sera e per i giornali del giorno dopo, un ulteriore show elettorale in vista delle europee (evidentemente Renzi teme che gli 80 euro non saranno sufficienti a comprare il voto degli italiani).

E’ desolante vedere il punto in cui siamo caduti, stiamo battendo ogni giorno nuovi record per il debito pubblico eppure sembra che tutto vada bene, il grande banchetto continua.

Luigi Zingales

Avevamo detto che non facevamo nomi ma qualche eccezione la facciamo. Per primo Zingales, ex compagno di merende nell’avventura politica di Giannino, ha trovato finalmente la tanto agognata sistemazione nel consiglio di amministrazione dell’ENI. I gettoni di presenza metteranno a tacere rapidamente la coscenza liberale di Zingales che da essere un sostenitore delle privatizzazioni entra nel vertice del cuore stesso del capitalismo di Stato italiano (italiota sarebbe più appropriato).

Mauro Moretti

Mauro Moretti ha un grandissimo merito, è stato un dirigente CGIl. Questo gli è valso il posto di capo delle disastrate ferrovie italiane (dove è riuscito nell’impresa impossibile di peggiorare un servizio già pessimo) e adesso una promozione ai vertici di Finmeccanica, uno degli ultimissimi pezzi di industria pregiata che ancora ci rimangono. Siamo sicuri che sarà in grado di smantellare tutto in pochi mesi, per i tanti dipendenti ci sarà cassa integrazione ad libitum, tanto a pagare è sempre pantalone. Moretti doveva essere mandato a lavorare all’estero, chissà se l’avrebbero preso e magari gli avrebbero dato pure un aumento di stipendio come voleva…certo che con il curriculum che si ritrova l’unico posto al mondo dove potrebbe lavorare, oltre l’Italia, è la Corea del Nord.

One Response to Al grande banchetto delle nomine pubbliche

  1. Conte Zio ha detto:

    Bell’articolo! Questo sì che mi è piaciuto, avete detto le cose come stanno. Io penso che tutti gli italiani intelligenti, imprenditori, autonomi, ecc…dovrebbero emigrare, sarebbero accolti a braccia aperte all’estero perché sono persone capaci e intelligenti. Perché continuare a pagare per finanziare il grande banchetto?

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