Alitalia: a pagare è sempre Pantalone

E’ davvero grottesca la conclusione (temporanea) della vicenda Alitalia. A pagare saranno Poste Italiane che pare parteciperanno all’aumento di capitale con 75 milioni di euro, arrivando a controllare il 15% della compagnia. In questo modo si sblocca l’aumento di capitale da 300 milioni di euro, mentre altri 200 milioni arriveranno dalle banche.

In pratica si nasconde, per l’ennesima volta, la polvere sotto il tappeto, con un costo esorbitante per la collettività mentre i problemi reali di Alitalia rimangono aperti. Il problema numero uno è l’inefficienza delle strutture aziendali e il costo del lavoro esorbitante, fuori da ogni parametro di mercato. Purtroppo toccare questi problemi significherebbe andare a toccare un paio di caste intoccabili e quindi si preferisce, per il momento, mettere dentro 75 milioni di euro di fondi pubblici. Fra qualche mese si vedrà.

Intanto è andata male ad Air France che voleva avere in regalo Alitalia e almeno per il momento deve soprassedere. Il problema di fondo è che i francesi non vogliono la compagnia,  vogliono solo i passeggeri italiani da trasferire a Parigi e poi mandare in giro per il mondo con gli aerei Air France.

Dunque si tratterebbe di un impoverimento netto per il sistema paese, che perderebbe la sua compagnia di bandiera. I sindacati dormirebbero sonni tranquilli: in Italia le categorie protette hanno sempre una bella pensione anticipata, una mobilità d’oro, una cassa integrazione in deroga (già il nome è tutto un programma, italianissimo) che gli aspetta.

Per il momento il regalo delle spoglie di Alitalia è scongiurato, ma se non si risolvono i problemi è solo rimandato. Fino alla prossima crisi o al prossimo aiuto di Stato. Sempre che l’Europa non ci arrabbi sul serio questa volta, visto che gli aiuti di Stato sono ufficialmente proibiti…

Forse però in Europa non ci diranno niente: Air France non ha soldi, in questo momento, e preferisce aspettare di qualche mese l’acquisizione. E allora l’Europa non ci dirà nulla. Salvo magari dire la sua fra qualche mese, quando la compagnia francese avrà quel poco di liquidità che le consentirà di prendersi in regalo Alitalia.

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