Alitalia, ultimo atto

alitaliaLa situazione di Alitalia è drammatica, gli aerei hanno il carburante per volare solo fino a sabato, poi si vedrà. Ovviamente come sempre toccherà agli italiani mettere i soldi per salvare una delle peggiori aziende mai esistite. E sono soldi di tutti noi, soldi che escono dalle nostre tasche in misura sempre maggiore con un’imposizione fiscale e contributiva che ormai sta raggiungendo livelli assurdi.

Eppure Alitalia continua a battere cassa. E’ successo già qualche anno fa e in quel caso lo Stato si fece carico di una serie impressionante di oneri della vecchia Alitalia, oltre a garantire ammortizzatori sociali fuori dal mondo per gli esuberi. E non è finita lì, perché la cordata di imprenditori che si fece carico di Alitalia, ottenne anche di poter unirsi con AirOne e ottenere un monopolio senza precedenti sulla tratta Milano Linate – Roma, la tratta più lucrosa in assoluto.

Ma tutto questo non è bastato: Alitalia è di nuovo sull’orlo del crack, con l’alternativa di finire in fallimento o di finire tra le braccia di AirFrance. La seconda opzioni comporterebbe l’abbandono immediato di Fiumicino come hub perché i passegeri italiani sarebbero dirottati a Parigi per i voli intercontinentali.
Insomma, i francesi si prendono in regalo Alitalia e la utilizzano per incrementare i profitti senza lasciare valore in Italia. Anzi, sicuramente faranno fare alla compagnia aerea una salutare dieta dimagrante. E gli esuberi Alitalia non avranno sicuramente niente da temere. I dipendeti Alitalia sono sempre stati i cocchi belli di sindacato & politica, avranno delle condizioni principesche per mantenere redditi da capogiro anche senza lavorare.

Per tutti gli altri che perderanno il posto, come ad esempio i dipendenti dei fornitori esterni o chi lavora all’aereoporto di Fiumicino, non ci saranno protezioni, soprattutto se si tratta di giovani. Dopo tutto siamo in Italia e le differenze tra garantiti dalla politica e dal sindacato e quelli che invece devono cavarsela da soli, sono immense. E non sarebbe nemmeno un problema, in fondo nessuno ha detto che l’equità è obbligatoria. Il problema è che i privilegi dei pochi sono pagati con le tasse di tutti anche di quelli che privilegi e protezione non ne hanno.

Eppure Alitalia si potrebbe ancora salvare. Dopo tutto la crisi è dovuta a due fattori: influenza politica e costo del lavoro esorbitante. Basterebbe che la politica abbandonasse la compagnia per sempre e che il costo del lavoro fosse portato a livello di quello di Ryanair. Il gioco sarebbe fatto. Ma questo in Italia non può succedere. I politici vogliono continuare a tenere le mani su Alitalia, un giocatollo che può portare moltissimi voti. Ai sindacati non importa nulla del destino della compagnia, tanto sanno che loro comunque vada cadranno in piedi, a pagare saranno i contribuenti. E allora perché rinunciare ai privilegi?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *