Altra fregatura in arrivo per i clienti delle banche: i tassi negativi

Non è un bel momento per i clienti delle banche. Devono controllare bene se hanno in portafoglio azioni o obbligazioni bancarie perché sono a rischio bail in. Non solo banche di dimensioni relativamente modeste come Banca Etruria (la banca di casa Boschi per intenderci) ma anche banche sistemiche come Unicredit potrebbero finire nell’incubo bail in. Per chi ha qualche soldo da parte, frutto magari di una vita di duro lavoro, poi c’è anche l’incubo patrimoniale. Fino ad oggi ce l’hanno fatta accettare in maniera graduale, con la crescita delle imposte di bollo sui risparmi. Ma non è escluso che prima o poi i politicanti italiani con l’appoggio entusiasta dei sindacati non facciano quello che hanno sempre sognato: imporre una patrimoniale pesante, in grado di spezzare per sempre le reni alla classe media italiana.

camusso patrimoniale

Susanna Camusso, leader CGIL. La sua è una vera e propria ossessione per una patrimoniale pesante contro quel poco che resta della classe media italiana.

Se tutte queste fregature non bastano a rovinare i sogni degli italiani con un conto in banca, adesso si sta profilando concretamente anche un’altra minaccia: quella dei tassi negativi sui depositi bancari. Facciamo un brevissimo riassunto: la BCE sta tentandi disperatamente di salvare capra e cavolo con una politica monetaria folle. Mario Draghi ha imposto persino i tassi negativi sui depositi detenuti dalle banche presso la BCE. Una follia a tutti gli effetti che dimostra quanto sia fallimentare l’approccio seguito fino ad ora.

E’ come se un medico fosse chiamato al capezzale di un paziente in overdose e continuasse a iniettargli dosi sempre più massiccie di sostanza stupefacente. Alla fine il paziente muore. Per quanto riguarda l’azione della BCE, la pagheremo cara con qualche decennio di iperinflazione (Venezuela Style e ovviamente sarà tutta colpa del neoliberismo), per il momento però sta uccidendo gli utili delle banche.

Le banche, di fatto, non possono prestare molto denaro ai soggetti economici come famiglie e imprese: le condizioni deteriorate dell’economia Europea e soprattutto italiana fanno sì che prestare soldi a imprese e famiglie significa direttamente incrementare le sofferenze. E’ brutto da dire ma è così. Che cosa possono fare allora le banche dei loro soldi? Possono comprare titoli di Stato, è vero. Ma a causa della politica monetaria di Mario Draghi i tassi di interesse sono scesi praticamente a 0, persino per titoli rischiosi nel lungo periodo come i titoli di Stato italiani. E allora alle banche non resta che depositare i soldi sui conti della BCE. Ma solo per tenere parcheggiati i soldi su quei conti devono pagare.

Le banche in questo momento non stanno vivendo una bella situazione, per loro fare utili diventa sempre più difficile. E qui parliamo delle banche europee in generale. La situazione delle italiane è drammatica. Gli utili di esercizio potrebbero infatti servire a coprire almeno una parte delle mastodontiche sofferenze che le banche italiane si portano dietro. Non dico a risolvere il problema, ma almeno a calciare il barattolo in avanti di qualche mese. Invece, la politica della BCE sta chiudendo anche questa porta.

Che cosa faranno le banche italiane? Alcune finiranno in bail in. Altre applicheranno un bail in dolce (potremmo dire un bail in con la vasellina) e cioè applicheranno i tassi negativi ai propri clienti. Di fatto i conti di liquidità delle grandi aziende sono già stati colpiti dai tassi negativi da qualche tempo. Adesso però il rischio si avvicina anche a chi ha conti correnti di dimensioni estremamente più limitati, diciamo sui 100.000 euro.

Si comincia con Edmond de Rothschild, una prestigiosa banca svizzera che ha fatto sapere ai suoi clienti italiani che per i conti espressi in Euro devono prepararsi a mettere le mani al portafoglio:

“La qualità della relazione instaurata con i clienti e la loro soddisfazione sono le nostre maggiori priorità. Nel 2015 il nostro istituto aveva deciso di salvaguardarla dalle ripercussioni dei tassi d’interesse negativi sui saldi dei conti correnti espressi in euro fatturati alla scrivente società dalla Banca centrale europea“. Il tempo verbale utilizzato (trapassato imperfetto) fa capire che non sarà più così.

Il messaggio continua, ma alla fine il cliente scopre la brutta sorpresa: dovrà pagare lo 0,4% del valore del conto ogni anno. Un bail in con guanti di velluto. O con vasellina se preferite una metafora più calzante. E presto anche altre banche seguiranno Edmond de Rothschild. E siamo più che sicuri che nel caso delle banche italiane, il prelievo annuo sarà superiore allo 0,4%. In questo caso poi bisogna tener conto della pesante imposta di bollo e della probabile patrimoniale (prima o poi la Camusso dovrà essere accontentata).

Come difendersi dai tassi negativi

Chi ha lavorato una vita intera per raggiungere un minimo di sicurezza economica si starà chiedendo con quali strumenti finanziari è possibile difenders dai tassi negativi. In questo momento, la risposta è che nessuno strumento finanziario garantisce rendimenti tali da giustificare il rischio. La notizia di ieri è che anche il bund decennale ha incominciato a pagare tassi negativi. Certo, un bund decennale almeno garantisce sicurezza, a differenza della maggior parte dei conti correnti delle banche italiane se si dispone di più di 100.000 euro. Ricordiamo infatti che la normativa prevedere che i conti correnti superiori ai 100.000 euro possono essere prosciugati per la procedura di bail in (per la parte eccedente i 100.000 euro). Inoltre, la stessa normativa prevede che i depositi sopra i 100.000 euro non siano protetti in caso di fallimento delle banca.

Ma allora che cosa dobbiamo fare? Accettare che il frutto del nostro lavoro finisca nelle mani scellerate di chi sta mandando a rotoli l’economia? Una soluzione in effetti c’è, ma non è finanziaria. La soluzione sarebbe una giusta combinazione di contante e oro fisico.

boschi banca etruria

Il ministro Maria Elena Boschi. La banca gestita dal patre, Banca Etruria, era leader in Italia per l’investimento in oro fisico. Chi aveva oro presso Banca Etruria sta piangendo lacrime amare.

Per quanto riguarda l’oro fisico bisogna stare rigorosamente alla larga dalle banche italiane, per vari motivi. Primo, per l’esperienza proprio di Banca Etruria che poi si è scoperto vendeva oro patacca. Chi ha comprato oro da Banca Etruria e lo ha lasciato in deposito sta piangendo lacrime amare. Secondo, perché in caso di aggravarsi della crisi finanziaria, il possesso di oro sarà vietato e i cittadini saranno costretti a cederlo allo Stato (o agli amici degli amici) in cambio di carta straccia. La soluzione è tenere l’oro in custiodia usando cassette di sicurezza (non altri strumenti finanziari e/o di custodia) e soprattutto di farlo in un paese con certezza del diritto, come la Svizzera.

Una quota del proprio patrimonio potrebbe essere depositata, sempre in cassette di sicurezza, sotto forma di contante. La compagnia di assicurazioni tedesca Munich Re ha iniziato a stoccare banconote proprio per sfuggire ai tassi negativi. Si parte con i primi 10 milioni di euro. Purtroppo per i comuni cittadini italiani conservare il contante è molto difficile. E’ in corso una vera e propria guerra senza esclusione di colpi contro il contante, con l’Agenzia delle Entrate che è autorizzata a fare tutte le possibili illazioni negative e a confiscare senza prove. Alla faccia dello stato di diritto, potremmo dire. Conservare il contante in Italia è difficile. Le cassette di sicurezza sono monitorate con un’attenzione da fare invidia alla Stasi della ex Germania dell’Est. Tenere i soldi sotto il materasso è pericoloso: ormai i furti sono all’ordine del giorno (e non si fa nulla per contrastarli) ma non è una questioen economica. Se c’è sentore di molto denaro, il ladro si sente autorizzato a compiere qualunque tipo di violenza per raggiungere il suo obiettivo. Tanto sa che un buon giudice di sinistra che lo mette fuori dal carcere anche dopo crimini scellerati con una pacca sulla spalla c’è sempre. E ovviamente chi osa far notare la situazione è subito accusato di razzismo.

La soluzione per conservare il contante è sempre la Svizzera, o altro paese con certezza del diritto, diciamo Svizzera per ragioni di vicinanza geografica. Tuttavia non nascondiamo che i problemi tecnici e legali sono tanti. Purtropo ci hanno costretto a vivere nella paura, non siamo liberi nemmeno di disporre del nostro denaro, onestamente guadagnato, mentre l’Italia è preda di bande di ladri, saccheggiatori, assasini e stupratori che invece non vengono colpiti dalla Legge.

Ottenere rendimenti nell’era dei tassi negativi

E che cosa possiamo dire a chi, oltre a difendersi dai tassi bassi e dal rischio patrimoniale, volesse anche ottenere rendimenti? Oggi non è possibile ottenere rendimenti dagli investimenti finanziari. Gli strumenti che offrono rendimenti a prima vista accettabili sono destinati a non restituire il capitale. L’unica soluzione per chi vuole ottenere un rendimento vero è quello di speculare sui mercati.

Non è difficile come un tempo: oggi è possibile speculare sui mercati, ottenendo risultati anche molto buoni, utilizzando piattaforme per il trading online sicure e affidabili, come Iq Option. Queste piattaforme sono semplici da usare e garantiscono rendimenti piuttosto elevati. Ovviamente parliamo di speculazione finanziaria, quindi il rischio è particolarmente alto. Ma il bello è che si può cominciare a fare trading con piattaforme come Iq Option con un capitale iniziale di appena 10 euro. In pratica si comincia come un gioco, se le cose vanno bene si può incrementare il proprio capitale e cominciare a fare guadagni più elevati. Se poi non si vogliono rischiare nemmeno i 10 euro, con Iq Option è possibile speculare in modalità demo, cioè con soldi virtuali, giusto per diversi un po’.

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