Analisi Materie Prime 29 Settembre 2015

Giù i principali metalli e materie prime, in quanto gli investitori si sono non poco spaventati per un possibile innalzamento dei tassi d’interesse da parte del Presidente della Federal Reserve, Janet Yellen. La situazione dei metalli è abbastanza drammatica, sopratutto per l’Argento, che nella giornata di oggi è stato venduto energicamente, oltre del 3%. Vediamo quindi la situazione delle Materie Prime principali, per poi analizzare le varie situazioni dei mercati:

Petrolio     44.38     -0.95     -2.09%
Oro     1132.7600     -13.39     -1.17%
Gas     2.65     -0.02     -0.71%
Argento     14.5700     -0.51     -3.35%
Grano     504.75     -5.00     -0.98%
Caffè     118.73     -3.58     -2.92%

Giornata orribile per le materie prime, che hanno perso tutte quante numerosi punti percentuali. La peggior Materia Prima è l’Argento, che ha perso oltre il 3%. Male anche l’Oro che ha perso oltre l’1%.

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I Futures dell’oro Comex di dicembre sono crollati durante la giornata di lunedì, in quanto gli investitori hanno scaricato l’oro per paura di un rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve, in arrivo forse prima del previsto. La rottura al ribasso iniziale è stata dovuta in risposta ai commenti hawkish del presidente della Fed Janet Yellen giovedì scorso. Ha affermato che prevede un aumento dei tassi di interesse entro la fine dell’anno.

L’oro si è ulteriormente indebolito insieme alle coppie EUR / USD e GBP / USD dopo che il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha registrato un aumento della spesa dei consumatori nel mese di agosto. Le perdite possono essere state limitate dai dati di reddito personale, inferiori al previsto. La spesa dei consumatori è avanzata dello 0,4 per cento rispetto a luglio, quando la spesa aumentò dello 0,4 per cento. I commercianti si stavano aspettando invece una lettura di 0,3%.

Il reddito personale è aumentato dello 0,3 per cento nel mese di agosto, aiutato da un aumento dei salari e stipendi. Questo dato era inferiore all’ottimo aumento dello 0,5 per cento nel mese di luglio. La stima invece prevedeva un aumento dello 0,4%.

L’indicatore di inflazione preferito dalla Fed è rimasto invariato nel mese di agosto. L’inflazione core è allo 0.1 per cento recentemente ed i prezzi sono aumentati solo dello 0,3 per cento negli ultimi 12 mesi. L’inflazione core è attualmente ad un ritmo annuale dell’1.3 per cento, ben al di sotto dell’obiettivo della Fed del 2 per cento.

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