Analisi titoli azionari: Google

Google Analisi Azioni


Il grafico illustra l’andamento del titolo Google sui mercati azionari. Per tradare direttamente le azioni Google con PLUS500 (servizio CFD) fai click qui.

Google, primo motore di ricerca sul pianeta, continua a crescere e sembra non volersi più fermare. L’impero nato il 27 settembre 1997 da due giovani studenti americani, Larry Page e Sergey Brin, ha rivoluzionato Internet ed oggi è uno dei colossi dell’economia mondiale.

La maggior parte dei guadagni per la società americana deriva dalla pubblicità online, lontana anni luce da quella presente sui cartelloni che si incontrano nelle strade, ma addirittura “misurabile” grazie a dei semplici click del mouse.

I numeri di Google nel corso degli anni si sono messi in mostra per un comune denominatore: la continua e strabiliante crescita. Soltanto un anno fa, il primo trimestre del 2013, il gruppo di Mountain View chiudeva con ricavi pari a 13,97 miliardi di dollari, registrando un rialzo di ben il 31% rispetto all’analogo periodo del precedente anno. L’utile netto, sempre nel trimestre considerato, era salito ulteriormente toccando i 3,34 miliardi di dollari, a fronte dei 2,89 dei primi tre mesi del 2012.

Il motore di ricerca, nel corso degli anni, continua ad incrementare profitti e conquistare fette di mercato sempre più ampie, grazie a giganteschi impianti sparsi per il globo che hanno il compito di raccogliere milioni di url di siti internet, mail, immagini e video.

Il grande successo di Google deriva dal non seguire un modello di business rigido, ma aperto e vario. Nel corso degli anni ha infatti ampliato il suo raggio d’azione, mantenendo comunque al centro di tutti i suoi business sempre la pubblicità. Ancora oggi, circa il 90% dei ricavi di Google proviene dall’advertising.

Nel 2006 da segnalare l’acquisizione di YouTube per 1,65 miliardi di dollari, con Google che, ad ogni click in più, diventa ogni giorno più forte.

Il colosso di Mountain View non resta mai fermo, è in continua evoluzione e guarda sempre con attenzione al mondo esterno. Capisce che la vita non è solo online, ma risulta necessario integrarsi il più possibile con le persone. Ecco quindi tirare fuori dal cilindro Android, interessandosi sempre più al mondo degli smartphone ed alle loro possibile applicazioni.

Le principali avversarie di Google sono infatti sempre più attive in questo mercato, con Apple che è riuscita a portare il web tra la gente comune grazie all’iPhone e iPad, ed a creare applicazioni che girano soltanto sul suo sistema operativo, consentendogli in poco tempo di moltiplicare gli utili. Dal 2011 anche Microsoft e Nokia si sono strette in una partnership globale, ed il colosso Facebook, anche dopo la recente acquisizione di WhatsApp, attira sempre più persone sulla sua piattaforma social. Il mondo è in continua trasformazione, Google sa bene che non è la sola dominatrice incontrastata, e per tale motivo osserva, intuisce e, quando possibile, cerca di anticipare il trend del mercato.

Il 2012 e il 2013 sono anni in cui tutti i giganti del web, e quindi Google in testa, sono sempre più presi di mira dal fisco, che vorrebbero riuscire ad ottenere una parte maggiore dei loro utili, applicando nuove e più alte tasse. Una battuta d’arresto per il gigante di Mountain View e qualche grattacapo in più, ma nulla che può intaccare il suo indiscutibile valore e la leadership raggiunta nel tempo, continuando a crescere e generare profitti.

Il motore di ricerca più utilizzato al mondo archivia l’ultimo trimestre del 2013 con ricavi da pubblicità in rialzo di un altro 17% a 14,07 miliardi di dollari. L’utile netto del gruppo va ancora più su, a 3,38 miliardi di dollari, a fronte dei 2,89 miliardi dollari dello stesso periodo dell’anno precedente, con il titolo che ormai è vicino ai 1.200 dollari: nel 2004 il debutto al Nasdaq fu pari a 85 dollari. Una cavalcata straordinaria ed inarrestabile che proseguirà, secondo i principali analisti, anche nel 2014.

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2 Responses to Analisi titoli azionari: Google

  1. Colino ha detto:

    Investire su Google è una buona idea, usare i CFD di PLus500 per investire sui mercati azionari è un’OTTIMA idea

  2. Karterg ha detto:

    Concordo assolutamente, meglio usare PLUS500. Alla larga dalle banche italiane, ne hanno già rovinati troppi, di trader. Plus500 invece ha fatto diventare ricca parecchia gente

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