Apple e Dublino, il salato verdetto della Commissione Europea

azioni apple

Dopo quasi tre anni dall’inizio della vicenda, ieri la Commissione Europea ha finalmente annunciato il verdetto finale contro Apple sugli aiuti illeciti forniti per anni dal governo irlandese, e il conto si è presentato più salato del previsto. Ieri mattina infatti la commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager ha fatto sapere che l’esecutivo comunitario ha deciso di condannare il colosso dell’informatica al rimborso di tasse non versate per un valore di 13 miliardi di euro, a cui andranno aggiunti gli interessi. Secondo Bruxelles infatti la Apple avrebbe goduto per decenni di aiuti illegali garantiti da un vecchio accordo fiscale illegittimo, non rispettando il principio di libera concorrenza.

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Secondo la stessa Vestager “Questa decisione lancia un messaggio chiaro. Gli Stati membri non possono aiutare alcune imprese a spese della libera concorrenza”. In realtà sembra che il governo irlandese non voglia questi soldi, ma sarà comunque costretto ad accettarli per non incorrere in una costosissima procedura di infrazione. Il Ceo del colosso di Cupertino ed erede di Steve Jobs, Tim Cook, ha tuttavia risposto a tono negando qualsiasi favoritismo: “Non abbiamo mai chiesto né ricevuto un trattamento speciale, mentre Bruxelles tenta di violare la sovranità fiscale degli Stati membri”. Parole dure, come dure saranno le conseguenze per i mercati: come lo stesso Cook ha dichiarato infatti “questa decisione avrà profonde conseguenze sugli investimenti e sui posti di lavoro in Europa”.

Le indagini sono durate quasi tre anni, e hanno dimostrato che dal 2003 al 2014 la Apple ha in effetti goduto di sostanziosi aiuti finanziari. E la questione non riguarda solo l’Irlanda: secondo gli inquirenti infatti negli scorsi anni svariati Paesi europei (tra cui Lussemburgo, Olanda e appunto Irlanda) avrebbero distribuito aiuti di Stato a importanti società internazionali, concedendo generosi accordi fiscali in cambio di imponenti investimenti sul territorio nazionale. Questi accordi, chiamati tax rulings, costituiscono una aperta violazione della libera concorrenza, come già in passato era accaduto per la famosa catena di caffetteria Starbucks e l’Olanda, o la nostrana Fiat, che aveva beneficiato di una intesa simile in Lussemburgo.

In questi casi il rimborso ammontava però solo a poche decine di milioni, e nonostante questo entrambi i governi (tra cui quindi anche quello italiano) fecero ricorso alla Corte europea di Giustizia, ma senza successo. Di fatto i tax rulings sono stati considerati illegali, in quanto garantiscono alla società coinvolta vantaggi non offerti ai suoi concorrenti. Stavolta la cifra è enormemente maggiore, e la prima mossa ora toccherà proprio a Dublino: come ricorda la Vestager infatti “Spetta ora al governo irlandese decidere l’esatto ammontare del rimborso e le modalità con le quali Apple dovrà rimborsare le tasse non versate”.

La cifra rimarrà in ogni caso imponente, ma di fatto 13 miliardi di euro rappresentano per il colosso americano appena il 6% della sua liquidità
. Negli ultimi giorni il tema ha provocato nuovi attriti anche tra Washington e Bruxelles: il Dipartimento del Tesoro americano ha infatti criticato le autorità europee, accusandole di accanirsi contro le società d’oltreoceano. Oltre ad Apple e Starbucks infatti, al momento nuove indagini sono in corso contro Amazon e McDonald’s, altri due giganti americani.

La spinosa questione ha inoltre creato tensioni anche all’interno della stessa Unione Europea: Olanda, Irlanda e Lussemburgo sono infatti stati accusati nei giorni scorsi di creare ad hoc ambienti fiscali vantaggiosi, rubando investimenti e penalizzando gli altri Stati dell’Unione. Come ha ricordato la Vestager infatti “Quando vengo a sapere che Apple ha pagato di tasse l’1% dei profitti, per poi arrivare a pagarne lo 0,005%, come cittadino che pago le imposte io mi sentirei arrabbiato”. Il tema rimane per ora aperto e quantomai attuale, senza contare le ripercussioni che avrà sui mercati nei prossimi giorni, ma intanto la multa rimane, e a Cupertino faranno meglio a prepararsi a fare i conti.

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Apple e Dublino, il salato verdetto della Commissione Europea
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L'Unione Europea impone a Apple il pagamento di 13 miliardi di presunte tasse non pagate in Irlanda. Ma l'Irlanda non vuole affatto quelle tasse.
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