Aspetti etici del trading di materie prime

Fare trading di materie prime può portare a profitti molto elevati ma ci sono alcune voci contrastanti che sottolineano problemi etici insiti nello speculare sulle materie prime. Ma qual è la verità?

Molte materie prime, di cui comunemente si fa trading online, sono assolutamente indispensabili al funzionamento della nostra economia o ancora di più per la nostra stessa sopravvivenza. Pensate, per fare un paio di esempi lampanti, al frumento o al petrolio.

trading materie prime

Il prezzo di queste materie prime non influenza soltanto l’andamento dell’economia mondiale, ma può significare per alcune popolazioni più povere la differenza tra la vita e la morte.

Per questo ci sono alcune voci, opportunamente amplificate dai media, che vedono nei trader di materie prime (additati invero al pubblico odio con il nome di speculatori) dei veri e propri nemici dell’umanità, che farebbero salire i prezzi dei beni di prima necessità per il loro personale profitto.

Ma come stanno veramente le cose? I trader hanno tutto questo immenso potere? Io penso proprio di no. I trader si limitano ad approfittare dei movimenti del mercato per il loro profitto, questo è normale, ma non sono in grado di determinarli. Se anzi un trader si mettesse contro il mercato finirebbe rapidamente per perdere tutti i propri soldi.

Facciamo due esempi pratici per cercare di capire quello che stiamo dicendo. Supponiamo di avere un anno di raccolti eccezionali di grano in tutto il mondo e supponiamo che lo speculatore cattivo voglia far aumentare il prezzo del grano. Inizia a impegnare i suoi immensi capitali (non stiamo parlando di un trader online, stiamo parlando di uno speculatore miliardario) e ne prende a prestito degli altri per far salire il prezzo, accapparandosi contratti su contratti. Ebbene, tempo pochi mesi quello speculatore andrà in default, perché non sarà in grado di rivendere i suoi contratti.

Facciamo un altro esempio: supponiamo che, per una benidizione inaspettata, l’OPEC venga sciolta con effetto immediato. Ebbene, il prezzo del petrolio scenderebbe e la benzina alla pompa sarebbe ad 1 euro, non a 2 e non ci sarebbe speculatore in grado di cambiare il corso del mercato.

La verità è che il prezzo delle materie prime dipende strettamente dalla legge della domanda e dell’offerta, ma la legge va applicata al consumo effettivo dei beni e alla loro produzione, non all’attività speculativa.

Il prezzo del grano, ad esempio, dipende dall’abbondanza dei racconti (che a sua volta dipende da fattori tipicamente climatici) e dalla domanda. Se c’è bel tempo e il grano cresce bene, allora il prezzo scende, altrimenti sale.

Il prezzo del petrolio dipende dalle quantità prodotte, che possono essere influenzata da eventi geopolitici come guerre e rivoluzioni e metereologici, e dalla richiesta, che dipende sostanzialmente dall’andamento dell’economia. Certo nel caso del petrolio i prezzi sono tenuti artificialmente alti dalla presenza di un cartello, l’OPEC che limita la produzione proprio per lucrare di più.

Fare trading non ha quindi nessuna implicazione etica.

Giuseppe Conti

2 Responses to Aspetti etici del trading di materie prime

  1. Falco ha detto:

    Il trader è sostanzialmente un predatore e un predatore, per suo stesso essere, deve accumulare quanto più possibile senza preoccuparsi degli altri. Poi se i popoli del terzo mondo stanno male è colpa loro che non si evolvono, chi è causa del suo male pianga se stesso.

  2. JunioB ha detto:

    Condivido parola parola il contenuto dell’articolo, molto ben scritto.

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