Assumere i precari della scuola? Inutile e dannoso

matteo renziI media sussidiati hanno dato grande enfasi al provvedimento del governo Renzi per assumere 100.000 (o 150.000 addirittura) precari della scuola. Un atto che è stato esaltato, ovviamente, da chi vive di sovvenzioni pubbliche e quindi è sempre pronto a leccare la mano del padrone. Ma proviamo ad analizzare il provvedimento in maniera oggettiva e sarà chiaro che oltre a essere inutile è anche dannoso.

I costi per i cittadini

Per prima cosa, come sempre, la politica è pronta a distribuire privilegi per il proprio elettorato (sappiamo che gli insegnanti votano PD in massa) senza considerare che questo provvedimento ha un costo pesantissimo per le già provate casse dello Stato. Si parla di un costo di almeno 3 miliardi di euro ma probabilmente il costo effettivo sarà molto più alto. E dove prenderà il governo questi soldi? Non certo dai tagli alle spese. A parte che i fumosissimi tagli proposti da Cottarelli sono stati già spesi 3 o 4 volte, il governo non intende tagliare i privilegi e gli sprechi della spesa pubblica, proprio perché il suo elettorato vive di spesa pubblica.



Come sempre a pagare saranno i pochi italiani che lavorano veramente, con un aumento delle imposte. E a questo punto la situazione si fa difficile, perché la base imponibile diventa sempre più risicata. E’ un effetto della crisi che fa chiudere molte imprese e molti piccoli imprenditori oltre a perdere il frutto del lavoro di una vita hanno dovuto persino suicidarsi, pressati da Equitalia. Ma anche le imprese e i professionisti che potrebbero ancora stare sul mercato stanno venendo meno: è in corso un processo di emigrazione senza precedenti, con imprese, professionisti, esperti e persone di talento che abbandonano l’Italia.

Il risultato? Chi resta è ancora più vessato e costretto a pagare sempre più tasse e non ha altra soluzione che andarsene o chiudere. Un vero e proprio circolo vizioso che alla nostra politica non interessa. Dopo tutto hanno già iniziato a tassare i patrimoni degli italiani e finché possono mangiare da li (altri 5 o 6 anni almeno) per loro e i loro compagni di merende dei sindacati tutto andrà bene.

La qualità della scuola italiana


Video preso a caso da Youtube che mostra la qualità della scuola pubblica italiana: ce ne sono decine di migliaia così!

Si potrebbe obiettare che investire nella formazione è una buona idea, a prescindere dallo stato della finanza pubblica. E’ vero, anzi: moltissimi professionisti, imprenditori, partite iva investono soldi continuamente nella propria formzazione. E fanno bene. Ma consideriamo lo stato della scuola pubblica: basta affacciarsi ad un qualunque edificio scolastico per ascoltare le urla scomposte che si levano dalle classi dove in teoria si dovrebbe fare lezione. Ma basta anche fare una piccola ricerca su Youtube per capire a che livello è ridotta la disciplina. E non parliamo poi della qualità dell’insegnamento: i test INVALSI sono spesso eseguiti dai docenti stessi in base alle soluzioni inviate dal ministero (soprattutto al Sud) e rilevano comunque carenze inquietanti nella preparazione dei nostri studenti.

Ha senso continuare a gettare risorse nella spazzatura? No, ovviamente.

La considerazione è che mantenere un minimo di discpina in classe non è un’operazione costosa, non ci vogliono risorse finanziarie. Basterebbero un po’ di buona volontà e di impegno da parte dei docenti. Ma evidentemente è chiedere troppo.

Il vero ruolo della scuola pubblica

Ma qual è il vero ruolo della scuola pubblica? Ormai il ruolo di formare le nuove generazioni è diventato secondario. Il ruolo primario della scuola pubblica è quello di generare posti di lavoro, per persone che altrimenti non potrebbero fare altro nella vita. E’ duro da dire ma è così, da decenni. Questo fa abbassare la qualità dell’insegnamento, i giovani usciti dalla scuola non sono in grado di entrare nel mondo del lavoro perché non sono all’altezza dei lavori intellettuali e non vogliono abbassarsi a fare lavori manuali. Il termine abbassarsi ovviamente non è dispregiativo, anzi, ma è solo una rappresentazione realistica di quello che pensano questi giovani. Risultato? Dopo aver passato qualche anno (anche un decennio) all’Università, tra un party per fuori corso e un Erasmus, proveranno a fare gli insegnanti. E il ciclo si ripete.

I miliardi di euro necessari per questa operazione potrebbero essere spesi in modi migliori. Oppure potrebbero essere risparmiati ed utilizzati per tagliare le tasse.

2 Responses to Assumere i precari della scuola? Inutile e dannoso

  1. Conte Zio ha detto:

    Mi sono fatto il giro su Youtube e devo dire che sono rimasto allibito dallo stato della scuola italiana. Altro che assunzione, molti docenti meriterebbero di essere licenziati su due piedi. Ai miei tempi non era così, il docente era una persona seria, rispettata e autorevole.

  2. Grace ha detto:

    Sono laureata in informatica e ho un eccellente posto di lavoro, le mie colleghe che hanno frequentato la SIS e ora insegnano (precarie da assumere) prendono 1200 al mese (io prendo il doppio). Perché lo hanno fatto? Semplice, non erano in grado di lavorare nel privato, qualcuna ci ha pure provato con esiti disastrosi…quindi appoggio in pieno questo articolo, sacrosanto!

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