Azioni ad Alta Crescita: come e quando investire

Come si può investire nelle azioni e nei titoli finanziari ad alta crescita? Conviene ancora oggi oppure non c’è da fidarsi? Vediamo insieme come è possibile investire in questo mercato, cerando di capire come sfruttare il momento più consono per investire.

Partiamo subito dicendo che i dividendi ed il valore di mercato solitamente crescono nel caso in cui gli utili dovessero crescere.

Tuttavia non è molto semplice trovare un investimento che possa risultare affidabile e profittevole sul lungo termine. Ancora peggio nel caso in cui non si avesse esperienza in questo settore.

Uno degli investitori che è riuscito ad ottenere dei risultati di livello sul lungo termine è stato T. Rowe Price.

Abbiamo deciso dunque di prendere questo famosissimo investitore come punto di riferimento assoluto per il nostro studio.

Fu Rowe Price a creare la famosa filosofia d’investimento negli anni 30, un anno dove l’approccio più comune all’interno dei mercati finanziari era completamente differente, in quanto veniva seguita la natura ciclica dei mercati finanziari.

Price fu uno dei primi analisti ad affermare l’esatto contrario. Pensò sempre che gli investitori si sarebbero dovuti comportare come proprietari di aziende di successo. In questo modo dunque credeva che se gli imprenditori non avevano motivo di vendere l’azienda, neanche gli investitori avrebbero dovuto farlo.

La strategia di Rowe Price si basa principalmente sulle azioni in crescita. Quando si investe all’interno dei mercati finanziari, è sempre importante decidere di investire all’interno dei settori in crescita.

I settori in crescita non sono fissi ma cambiano invece nel corso del tempo. Se infatti si decide di considerare i settori in crescita che venivano considerati nel periodo di prima pubblicazione dello studio, molto probabilmente oggi sarebbero considerati “datati” o comunque con una crescita già ben realizzata.

I titolo non sono fissi ma cambiano a seconda dell’epoca storica. I settori in crescita oggi molto probabilmente non sono quelli di 10 anni fa.

Secondo Price il cambiamento è una delle certezze più importanti per l’investitore.

Perché le azioni cambiano di prezzo?

Secondo Price, il motivo principale risiede in più fattori. Prima di tutto, la strategia si basa sul fatto che i dividendi ed il valore di mercato di un titolo crescono se anche gli utili dell’azienda crescono.

Essenzialmente tutto questo si basa praticamente sulla ricerca delle azioni in crescita, ovvero in pratica sulla teoria dei cicli di vita delle aziende.

Per individuare i titoli azionari in crescita, ci si basa sulla teoria dei cicli di vita delle aziende.

In pratica, tutte le aziende hanno 3 fasi nella loro vita:

  • Fase di crescita;
  • Maturità;
  • Declino.

È sempre molto importante considerare che più grande è la possibilità di guadagnare, minore rischio si presenterà nel caso in cui il trend degli utili dell’azienda è in fase positiva.

Questo è senza dubbio il momento migliore per investire all’interno di un’azienda. È inoltre anche importante considerare come il momento migliore per investire all’interno di un’azienda. Nel caso in cui si tratti di aziende di piccole dimensioni, è prima di tutto necessario che passi del tempo per fare in modo che queste aziende acquisiscano del prestigio e quindi di conseguenza siano vendute ad un ottimo rapporto di prezzo/utile.

Quando questa teoria fu creata, gran parte degli investitori preferivano dei titoli con ottimi dividendi. Questo per il semplice motivo che ciò gli consentiva un rendimento praticamente certo. Tuttavia Price è stata una delle primissime persone a capire che questa tipologia di azioni avevano meno garanzie di guadagni e aumenti di dividendi.

Durante il lungo periodo, la crescita di queste aziende poteva essere messa in discussione dall’inflazione, ad esempio.

Comprare le azioni in crescita

Acquistare le azioni in crescita di un’azienda è certamente una delle migliori strategie. Secondo T. Rowe Price, questa tipologia di approccio era basata sulla crescita con l’obiettivo di trovare i titoli che venivano trascurati all’interno del mercato.

Durante le sue analisi, price sfruttava il rapporto prezzo/utile, valutandolo anche in base all’andamento storico, preferendo molto spesso di non acquistare azioni commerciate a livelli troppo alti rispetto alla loro media storica.

Price si concentro molto il livello p/e, mentre invece la gran parte delle azioni. Era anche un osservatore dei trend molto attento. I trend derivavano dalle seguenti influenze:

  • Economiche;
  • Politiche;
  • Sociali.

Principalmente tutte queste influenze derivavano dal mercato in generale e da svariati settori.

Perché investire nei titoli ad alta crescita?

Uno dei primi investitori che sono riusciti ad effettuare investimenti in titoli ad alta crescita, è stato Fisher. Fisher credeva che i grandi rendimenti dovuti agli investimenti, non arrivavano dall’acquisto di azioni sottovalutate, dato che nel caso in cui un’azione sottovalutata del 50% sarebbe (nel migliore dei casi) raddoppiata di valore una volta che avesse raggiunto il giusto valore di mercato.

Fisher preferiva invece scoprire i titoli ad alto rendimento, rispetto. Fisher decideva poi di comprare quando:

  1. Quando il mercato sottovalutava i titoli per un breve periodo a causa delle brutte notizie;
  2. Quando i mercati erano in fase ribassista.

Fisher non cerava aziende con una potenziale crescita a breve termine, ma preferiva invece titoli con una potenziale crescita sul lungo periodo grazie a questi tre fattori:

  1. Produzione di beni e servizi, che significa quindi la possibilità di crescita sul lungo periodo.
  2. Vantaggio competitivo sulla concorrenza grazie a caratteristiche peculiari.
  3. Management esperto a capace di far crescere l’azienda.

Gran parte delle aziende selezionate non era giovane e non di piccole dimensioni. È inoltre necessario considerare una serie di fattori:

  1. Bilancio Societario;
  2. Capitalizzazione di mercato;
  3. Margine di profitto;
  4. Fatturato totale;
  5. Dimensioni dell’attività di ricerca;
  6. Dati sugli utili;
  7. Azioni di maggioranza;

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