Azionisti Banca Popolare di Bari: qualcosa si muove?

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La manifestazione degli azionisti della Banca Popolare, che si sono autodefiniti azionisti fottuti, pare abbia dato qualche risultato. I media locali non hanno potuto far finta che la grave crisi che il management della banca barese ha inflitto ai suoi sventurati non esista. E anche la politica inizia a muoversi.

Della manifestazione del 20 ottobre scorso abbiamo già dato conto in questo articolo. Oggi apprendiamo con soddisfazione che almeno un deputato si è interessato alla situazione degli azionisti rovinati da Banca Popolare di Bari. Si tratta dell’onorevole Francesco Cariello, originario di Bitonto, che ha presentato un’Interpellanza parlamentare. Eccola:

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell’economia e delle finanze, per sapere – premesso che:
il decreto-legge n. 3 del 2015, convertito dalla legge n. 33 del 2015 relativo alla trasformazione delle principali banche popolari italiane in società per azioni ha creato delle distorsioni del consolidato equilibrio finanziario ed economico nazionale; la trasformazione in società per azioni della Banca popolare di Bari ha generato anche problemi di ordine pubblico dovuti alle dimostrazioni degli azionisti che da mesi e da anni hanno richiesto la vendita delle azioni in proprio possesso senza esito positivo. Le maggiori preoccupazioni dei risparmiatori sono legate alla progressiva riduzione del valore nominale delle azioni che potrebbe avere effetti pregiudizievoli irreparabili sulla propria situazione patrimoniale.

Si sottolinea che molti dei clienti della Banca hanno investito tutti i propri risparmi negli strumenti finanziari legati al valore nominale delle azioni della Banca Popolare di Bari confidando nella solidità della stessa e nelle garanzie costituzionali disposte in materia di tutela del risparmio. Da quanto si apprende la domanda di azioni della Banca risulta essere minima ed il considerevole aumento delle offerte di negoziazioni incrementa la progressiva svalutazione delle stesse.

Le difficoltà della banca implicano pregiudizi non solo per il sistema economico della regione Puglia ma altresì per la stabilità del sistema finanziario nel suo complesso. Si evidenzia che il 20 marzo 2009 è stata completata la cessione della partecipazione maggioritaria della Cassa di risparmio di Orvieto spa pari al 73,57 per cento del capitale al gruppo Banca popolare di Bari e le difficoltà finanziarie della Cassa di risparmio di Orvieto si sono progressivamente riflesse sulla consolidata stabilità patrimoniale della Banca polare di Bari.

Non si comprendono le ragioni di tale acquisizione, visto che la medesima ha generato i suddetti problemi di stabilità economica e finanziaria del sistema produttivo e dei risparmiatori, prevalentemente, della regione Puglia;
le associazioni dei risparmiatori e di tutela dei consumatori sono in procinto di avviare ogni genere di azione giudiziaria volta a far chiarezza sul caso, in particolar modo al fine di verificare se l’acquisizione di Cassa di risparmio di Orvieto sia avvenuta in assenza di conflitti di interesse e nel rispetto delle logiche di sana e prudente gestione tipiche del sistema creditizio e se le modalità di sottoscrizione e collocazione delle azioni nei confronti dei risparmiatori sia avvenuta in assenza di conflitti di interesse ed in coerenza dei profili di rischio di risparmiatori e soprattutto di famiglie e pensionati;
in particolar modo si evidenzia che le indagini necessitano di tempo, mentre i termini previsti dalla normativa per la conversione delle banche popolari in società per azioni, ovverosia il 31 dicembre 2016, sono perentori –:
se sia al corrente dei disagi che il termine perentorio previsto per il 31 dicembre 2016 ha creato, fino al punto di costringere il prefetto di Bari a ricevere gli azionisti che hanno dimostrato il proprio disagio in piazza;
quali iniziative intenda proporre, per quanto di competenza, al fine di risolvere la questione, nel rispetto della tutela costituzionale del risparmio, e di rimediare ai pregiudizi generatisi per i risparmiatori;
se reputi opportuno assumere una tempestiva iniziativa normativa volta a procrastinare il termine della conversione in società per azioni dal 31 dicembre 2016 al 31 dicembre 2017.

Non possiamo che accogliere con grande soddisfazione questa interpellanza parlamentare ma ci permettiamo di far notare che non viene minimamente toccato un problema fondamentale e cioè il fatto che moltissimi (se non tutti) gli azionisti che si sentono fottuti da Banca Popolare di Bari non sono stati minimamente avvisati dei rischi nel momento in cui hanno acquistato le azioni.

In molti casi, anzi, i dipendenti della Banca Popolare di Bari hanno assicurato i malcapitati clienti sul fatto che si trattava di titoli assolutamente sicuri, destinati a crescere di valore nel tempo. Anzi, questi titoli andavano considerati ancora più sicuri perché non quotati.

Questi comportamenti vanno sanzionati e condannati, a livello morale, politico ma anche giudiziario. Probabilmente è questa la chiave di volta, a nostro parere, per risolvere il problema degli azionisti rovinati dalla Banca Popolare di Bari.

Questo modo di procedere può essere considerato una vera e propria truffa e la magistratura dovrebbe fare il suo lavoro e punire i responsabili.

Avviso importante per gli azionsiti Banca Popolare di Bari

Gli azionisti di Banca Popolare di Bari che si sentono danneggiati sono invitati a partecipare alla manifestazione di protesta che si terrà a Bari il giorno 10 Novembre 2016. Per adesioni e informazioni si può contattare la mail ferego1953@libero.it o i numeri di telefono 3465191244 – 3473723357

7 Responses to Azionisti Banca Popolare di Bari: qualcosa si muove?

  1. Bancario X ha detto:

    Mercati24 dai basta che avete rotto le palle con sta storia. Gli azionisti devono metterci una pietra sopra, punto e non devono rompere. Li capisco, poverini, li compatisco anche.

    Ma a voi di Mercati che vi state mettendo in affari che non vi riguardano la pietra potrebbero legarla al collo e poi buttarvi in mare.

    Basta con questi articoli del cazzo.

    • Bancario y ha detto:

      I tuoi clienti e i clienti di BpB che ti dà da mangiare, dovrebbero conoscerti e capire perché si trovano nella situazione in cui sono. Gente come te è responsabile
      della loro disavventura, e oggi invece che metterci un pietra sopra Vi deve trascinare in Tribunale dimostrare che il modus operandi è da truffatori e chiderVi la restituzione dei loro risparmi e i danni morali e materiali, confiscare patrimoni ai Responsabili della Banca che si arricchiscono alle spalle dei loro clienti e Soci. Quei Soci a cui il grandissimo PRESIDENTE prometteva che mai i loro interessi sarebbero stati messi in discussione… Dopodiché i clienti farebbero bene a lasciarVi solo le azioni in attesa di vendita e spostare tutta la loro operatività
      su altre Banche. Perché, se oggi i Soci devono mettere una pietra sopra ai propri risparmi, tu possa mettere una pietra sopra al tuo FUTURO, bancario coglione…

  2. FRANCESCO ha detto:

    A QUELLA SPECIE DI SCHIFEZZA CHE HA SCRITTO IL POST E CHE SI DEFINISCE BANCARIO, NON RISPONDO NEANCHE….
    MENTRE MI SENTO IN DOVERE DI ESPRIMERE PERSONALMENTE UN PICCOLO ATTO DI GRATITUDINE A VOI DELLA REDAZIONE:

    PER FORTUNA IN ITALIA ESISTE ANCORA QUALCUNO CHE SI BATTE PER LE INGIUSTIZIE …. UN CORO DOVEROSO DI GRATIFICAZIONE VIENE FATTO DA TUTTI GLI INTERESSATI E DA ME PERSONALMENTE AL SITO DI MERCATI 24 , CON UNA NOTA…. SIETE DEI VERI SIGNORI.. GRAZIE

  3. Lorenzo ha detto:

    Mi auguro che la Magistratura vada in fondo a questa sporca storia delle azioni spazzatura della Banca popolare di Bari, ci avevano assicurato che mai e poi mai le loro azioni avrebbero perso di valore e invece nella melma di silenzi, inerzie imbrogli ed acquisizioni sbagliate hanno ridotto i nostri risparmi a carta straccia. Confido in una indagine della Guardia di Finanza e della Magistratura chiara, completa e durissima sulla BpB che faccia chiarezza e del come hanno potuto ingannare brutalmente noi risparmiatori.

  4. Gianni ha detto:

    Si va bene tutto Signori la critica, il dissenso, persino una parolina di troppo, come talvolta i poveri “azionisti fottuti” esasperati hanno fatto uscire dalla bocca e dalla tastiera, ma la minaccia gratuita è inaccettabile. queste persone che usano la minaccia non solo devono vergognarsi, e lo fanno perché non mettono neppure il nome, ma ricordiamolo pure che commettono un reato per il quale potrebbero essere chiamati a rispondere dalle persone minacciate. Ricordiamo anche che le indagini delle procure possono essere attivate anche da commenti posto che gli argomenti trattati sono già al vaglio dei tribunali da quanto emerge negli ultimi mesi. Quindi riepilogando 1) si può risalire sempre alla persona che scrive minacce e commette reati, 2) chi scrive minacce e roba simile si assume la responsabilità di squalificare ulteriormente la banca in un momento in cui perfino la filosofia dello spot shhhhhhhhh…..,facciamo tutto in silenzio, ha avuto effetti nefasti figurarsi quindi le minacce!!! Una considerazione finale, chi diceva che mercati24 chiudeva, che avrebbe subito ritorsioni, che avrebbe oscurato gli articoli ha sortito l effetto contrario perché la gente come me e tanti altri si è incuriosita e ha approfondito capendo fino a che punto può spingersi la bassezza umana dei cosiddetti leoni da tastiera. Vergogna! Meno male che Nicola ha già messo tutti i commenti a disposizione delle autorità per cui chi scrive minacce non dormirà tranquillo. Grazie Nicola sei tutti noi continua a vigilare come sai fare solo tu!

  5. Lorenzo ha detto:

    Se retrospettivamente quei poveri mentecatti sciagurati direttori di filiali e vari impiegati della BpB non avessero consigliato invogliato e spinto i loro clienti ad acquistare quelle fetenzie di azioni e obbligazioni a quest’ora tutto era tranquillo pacifico e senza alcuna minaccia.
    La prima ad aver avuto paura è stata la direzione generale della BpB che ha spostato di sedi tutto il personale delle varie filiali, evidentemente la coscienza sporca e le possibili conseguenze dei poveri clienti truffati fa paura.

    • reartu ha detto:

      azzionista truffato da BPB BARI filiale di Eboli, anche qui ci sono tante persone oneste truffate ma per vergogna pochi ne parlano ,dovrebbero vergognarsi quei dipendenti e direttore che hanno dato in malafede informazioni non vere,spero che ci sia giustizia.
      Io comincio fortemente a dubitare.

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