Bail-in e Banche italiane, un quadro della situazione

bail in

Nonostante i toni fiduciosi tenuti dal presidente della Bce alla riunione svoltasi giovedì scorso, i mercati rimangono preoccupati per la delicatissima situazione delle banche italiane, specialmente in vista degli esiti degli stress test che l’Eba (l’Autorità bancaria europea) pubblicherà a fine luglio e che potrebbero confermare la necessità di un aumento dei capitali. In questo caso gli istituti di credito necessiterebbero di una importante ricapitalizzazione, ma proprio per trovare una diversa applicazione del bail-in si sono aperte in questi giorni le trattative con Bruxelles, in modo da non coinvolgere nelle perdite gli obbligazionisti subordinati, spesso piccoli risparmiatori ignari dei rischi.

OptionWeb

Affidare in sicurezza i propri capitali nelle mani di un intermediario capace e fidato è il primo e forse più importante passo che un trader deve intraprendere. Primo broker di opzioni binarie a offrire il trading su Forex, OptionWeb sin dal suo primo giorno sul mercato opera direttamente sotto licenza dell’Unione Europea (regolamentazione CySec) e di Consob, potendo offrire così al cliente una totale sicurezza e trasparenza, e ponendolo sempre nelle condizioni ideali per potersi muovere con coscienza sul mercato. Visitate il sito OptionWeb cliccando qui per seguire i pratici seminari online, o per aprire un conto demo gratuito per mettervi alla prova senza rischi, maturando esperienza e professionalità insieme al broker leader europeo nell’acquisto di opzioni binarie.

Le regole europee prevedono infatti che nel caso un istituto di credito necessiti nuovo capitale, sia esso stesso a reperirlo da investitori privati, mentre ora Roma e Bruxelles discutono circa la possibilità di ricorrere ai fondi pubblici. Solitamente quando una banca ricorre al supporto pubblico entra in fase di risoluzione, può cioè usufruire degli aiuti solo dopo aver imposto parte delle perdite agli azionisti e agli obbligazionisti.

La direttiva europea in materia prevede che il contributo (appunto bail-in) sia pari ad almeno l’8 per cento del passivo totale. Tuttavia, nel nostro Paese, questo requisito risulta problematico per via della quantità di obbligazioni bancarie detenute dai risparmiatori al dettaglio. Anche per casi estremi come questo, in grado di minare la stabilità finanziaria di un Paese, è stato comunque stillato un articolo che prevede il caso di ricapitalizzazione con fondi pubblici ma senza che l’istituto venga messo in risoluzione. Questa opzione limita il requisito di bail-in rispetto al caso in cui la banca sia messa in risoluzione, ma di fatto non lo elimina.

Una situazione spinosa, e una prospettiva certo non rosea per un governo che prepara un referendum cruciale in ottobre, specie dopo i segnali preoccupanti emersi dalle recenti elezioni. Esiste tuttavia un’eccezione all’eccezione: questa clausola permetterebbe di limitare ulteriormente o di sospendere il bail-in degli obbligazionisti subordinati. Opzione che potrebbe essere invocata dal governo italiano, ma che di fatto si basa su principi non condivisi. Infatti investire i propri risparmi in obbligazioni bancarie comporta sempre una percentuale di rischio, e la stessa Costituzione non garantisce giustamente il diritto a essere sempre e comunque salvati dalle conseguenze di scelte d’investimento sbagliate.

È infatti poco verosimile pensare che tutti gli obbigazionisti subordinati fossero realmente inconsapevoli dei rischi
, e che tutti siano stati ugualmente truffati. In questo caso pare forse più corretto optare per un bail-in ora, e mettere in piedi poi uno schema di compensazione per le vittime di frode, come già accaduto in passato. In secondo luogo la soddisfazione del criterio di rischio per la stabilità finanziaria richiesto per la sospensione del minimo bail-in richiesto è tutt’altro che scontata. Già il bail-in del 2015 non ha avuto grandi ripercussioni finanziarie e in ogni caso difficilmente condurrebbe a una reale instabilità finanziaria.

Siamo quindi di fronte a un bivio, da un lato un rimborso che si prospetta lungo e doloroso, anche nei suoi risvolti politici, ma che di fatto rientra nelle regole rispettate da tutta la comunità europea. D’altro canto, piegare le regole per evitare il coinvolgimento minimo degli obbligazionisti subordinati in caso di ricapitalizzazione creerebbe una pericolosa eccezione alla regola che porterebbe certamente confusione sul tema a livello europeo.

Sommario Articolo
Nome articolo
Bail-in e Banche italiane, un quadro della situazione
Descrizione
L'Europa ci impone il bail in, la situazione delle banche italiane è tragica, i sottoscrittori di obbligazioni subordinate stanno per perdere i loro investimenti.
Autore
Nome editore
Mercati24.com
Logo editore

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *