Banche e istituti centrali continuano a determinare l’andamento dei mercati

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Dopo una settimana difficile e carica di tensioni, le borse del Vecchio Continente tentano di chiudere la settimana in rialzo, reagendo con fiducia all’ampio progetto varato giovedì scorso dalla Banca centrale inglese. Come annunciato dal governatore dell’istituto Mark Carney il costo del denaro è stato tagliato dallo 0,5% allo 0,25%, raggiungendo il nuovo minimo storico. La manovra di stimolo opererà su diversi fronti: il piano di acquisto di titoli di Stato è stato portato da 375 a 435 miliardi di sterline, e verranno avviati un acquisto di 10 miliardi di sterline di debito societario di alta qualità e un altro, con un valore potenziale di 100 miliardi di sterline, per garantire la presenza di credito bancario a seguito del taglio dei tassi di interesse.

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Borse europee al momento quindi positive, in particolare Piazza Affari che da tutta la mattina guadagna oltre l’1% grazie ai risultati delle recentemente pubblicate trimestrali, che hanno portato in rialzo Bper, Ynap e Mediobanca. Più moderati gli altri principali listini europei, con Londra a +0,3%, Francoforte a +0,1% e Parigi a +0,5%. Si rimane comunque in attesa dei dati di luglio sul mercato del lavoro statunitense, che verranno pubblicati oggi pomeriggio e il cui esito inevitabilmente determinerà il comportamento della Federal Reserve sulla politica monetaria da mantenere.

Secondo quanto previsto dagli analisti di Saxo Bank, il settore non agricolo negli USA a luglio dovrebbe creare 179mila posti di lavoro, tanti quanti quelli calcolati nel settore privato mercoledì scorso da Adp. Un dato rilevante, e che secondo le previsioni non dovrebbe avere grandi ripercussioni sul tasso di disoccupazione, previsto in discesa dal 4,9% al 4,8%. Il tanto atteso ritocco del costo del denaro da parte della Fed rimane in ogni caso atteso dopo l’estate, anche se alzare i tassi ora, dopo le manovre espansive varate da Bce e BoE, potrebbe portare a una svalutazione del biglietto verde. Inoltre le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono salite inaspettatamente restando comunque sotto quota 300.000 per la 74esima settimana consecutiva, un risultato che mancava dal 1973.

Buone notizie invece per Mediobanca dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali
, ampiamente al di sopra delle attese degli analisti, arrivati dopo la conferma della partecipazione al fondo Atlante 2 e alla imminente ricapitalizzazione di Mps: il bilancio annuale ha mostrato infatti un utile netto di 605 milioni, in aumento del 2% rispetto allo scorso anno. Un risultato importante, frutto di una ampia diversificazione del business che ha reso bene all’istituto di piazzetta Cuccia, che vanta oggi indici di capitale oltre il 12%. Inoltre la cedola è in aumento dell’8% a 0,27 euro per azione, rispetto agli 0,25 euro del 2014/2015, garantendo un payout in rialzo al 38%. Inverte invece la rotta Monte dei Paschi di Siena, che dopo un avvio positivo torna sotto la parità, in ribasso dell’1,43% a 0,25 euro. Balza invece in avanti del 9% circa la Banca Popolare dell’Emilia Romagna, spingendo anche Bpm e Banco popolare a recuperare terreno in attesa della diffusione dei conti prevista per oggi.

Per quanto riguarda le valute l’euro si mantiene poco mosso, attestandosi a 1,114 dollari e a 112,57 yen
. Rimane debole la sterlina, a quota 1,31 contro il biglietto verde, che a sua volta arretra sulla valuta nipponica a 101,05. Lo spread tra Btp e Bund decennali è poco mosso a 124,9 punti base, con un rendimento stabile all’1,14%. In Francia, intanto, il deficit commerciale è peggiorato nel primo semestre di 1,1 miliardi, arrivando a un totale di circa 24 miliardi, appesantito dal settore manifatturiero e affondando l’export dell’1,4%, e l’import dell’1%.

Anche la Borsa di Tokyo rimane in attesa delle indicazioni sul mercato del lavoro USA, terminando in parità la settimana con l’indice Nikkei che si mantiene stabile a 16.254 punti, praticamente invariato rispetto a ieri. Ha chiuso invece in modo contrastato Wall Street, anche se gli indici si sono mossi all’interno di un intervallo relativamente ristretto: il Dow Jones ha perso lo 0,02%, l’S&P 500 è salito dello 0,02% e il Nasdaq dello 0,13%.

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Si apre una setimana difficile per i mercati finanziari, con le banche centrali che giocano ancora una volta un ruolo decisivo
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