Banche italiane in crisi: qualcosa si muove

La gravissima crisi in cui versano le banche italiane è un fatto che condiziona pesantemente tutta l’economia in quanto non vengono concessi prestiti ai soggetti che se lo meritano.

Abbiamo già analizzato il fenomeno in passato e abbiamo messo in evidenza come sia assolutamente necessario procedere ad una pulizia delle banche per far ripartire economia e occupazione.

Ebbene, l’ABI finalmente ha una proposta concreta, sebbene largamente isufficiente. Prevede 30.000 esuberi nella
fascia di età superiore ai 55 anni (e speriamo che non finiscano in carico alla collettività, Pantalone è stanco di pagare) e un riequilibrio interno delle mansioni e delle retribuzioni.
La maggior parte delle banche italiane ha una forza lavoro distribuita in modo demenziale, dove tutti sono generali e nessuno poi lavora veramente, tutti dirigono. Azzerare tutto e ripartire da zero è un ottimo modo per provare a ripartire. Anche perché se gli attuali quadri intermedi, che avrebbero dovuto bloccare tante concessioni creditizie fatte a soggetti strampalati,ha portato il sistema al punto critico, si dovrebbe provare a fare largo ai giovani che almeno non hanno avuto nemmeno la possibilità di sbagliare.

Non è nemmeno necessario aggiungere che i sindacati si sono opposti a questo piano di salvataggio. Ovviamente per loro la cosa più conveniente sarebbe l’intervento statale diretto, in modo da rendere la gestione delle banche ancora più clientelare e inefficiente.
In ogni caso il piano, prevedendo un corposo taglio del costo del lavoro, è un primo passo. Tuttavia si può e si deve fare di più: aumentando ad esempio l’automazione delle operazioni di sportello, con la diffusione di ATM intelligenti, si potrebbe tagliare ulteriormente il personale.
Inoltre è assolutamente necessario fare un ricambio generazionale al vertice degli istituti. Non è possibile che persone come Alessandro Profumo ,cacciate a calci da Unicredit, abbiano immediatamente trovato una comoda poltrona in Monte dei Paschi. E non è possibile che Bazoli rimanga al vertice di Intesa dopo che è scoppiato ufficialmente il caso della Carlo Tassara. E per fortuna che l’avvocato calabrese Mussari si è dimesso da Presidente dell’ABI.
I grandi banchieri Ulivisti hanno distrutto il sistema bancario italiano anche se è onesto ricordare che la gestione sindacal-clientelare delle banche è un male che ci portiamo dietro da decenni.

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