Bankitalia, la ripresa si rafforza ma persistono rischi esterni. In Italia disoccupazione sotto l’11% nel 2017.

La ripresa economica mondiale si sta rafforzando; è quanto scrive Bankitalia nel primo bollettino economico del nuovo anno. Da Palazzo Koch, però, avvisano che le tensioni internazionali, la debolezza cinese e e il crollo del prezzo del petrolio rimangono variabili che potrebbero minare il processo di ripresa.
Un giudizio positivo è espresso sulla gestione del rialzo dei tassi deciso dalla Fed e sull’assenza di “ripercussioni sfavorevoli sui mercati finanziari e valutari globali, grazie a un’attenta comunicazione e all’annuncio che le condizioni monetarie rimarranno comunque accomodanti”
Per quanto riguarda l’Europa, Bankitalia ritiene la ripresa ancora “fragile”, ma giudica positivamente “il programma di acquisto di titoli dell’Eurosistema”che “si sta dimostrando efficace nel sostenere l’attività economica nel suo complesso, con effetti finora in linea con le valutazioni iniziali”.

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IN ITALIA DOMANDA INTERNA IN RIPRESA In Italia l’uscita dalla crisi prosegue gradualmente. In particolare, al traino dell’esportazioni – in flessione a causa della “debolezza dei mercati extraeuropei – si sta sostituendo la domanda interna, “in particolare per consumi e ricostituzione delle scorte”.
Nel suo bollettino, la Banca centrale italiana segnala la ripresa del ciclo manifatturiero e i segnali di progresso nei servizi e la stabilizzazione del settore delle costruzioni. Nel quarto trimestre il PIL dovrebbe essere aumentato in misura analoga a quella del terzo (quando era cresciuto dello 0,2 per cento).

BENE L’OCCUPAZIONE, INFLAZIONE ANCORA BASSA Bankitalia registra un aumento degli occupati anche nei mesi estivi, soprattutto tra i giovani e nei servizi. Il tasso di disoccupazione è sceso all’11,4% nel bimestre ottobre-novembre, il livello più basso dal 2012, “anche per effetto della riduzione della disoccupazione giovanile, che rimane tuttavia su livelli storicamente elevati. Le attese delle imprese riferite al quadro occupazionale sono cautamente ottimiste”.
Il livello generale dei prezzi al consumo a dicembre è scesa allo 0,1%, “inflazione risente del nuovo calo delle quotazioni dei beni energetici, ma anche del persistere di ampi margini di sottoutilizzo della capacità produttiva, che contribuiscono a mantenere la dinamica di fondo dei prezzi su valori minimi”.

CONSOLIDAMENTO DELLA RIPRESA Per via Nazionale la ripresa si sta rafforzando e si prevede che prenderà vigore nel prossimo biennio. A una crescita del Pil dell’0,8% del 2015, seguirà un rialzo dell’1,5% nel 2016 e dell’1,4% nell’anno seguente. L’inflazione – secondo Bankitalia – dovrebbe salire dll’0,3% quest’anno e dell’1,2% il prossimo. “Gli investimenti, caratterizzati finora da una dinamica modesta, potrebbero beneficiare di prospettive di domanda e condizioni di finanziamento più favorevoli e degli effetti delle misure di stimolo introdotte dalla legge di stabilità. All’espansione dei consumi contribuirebbe la ripresa del reddito disponibile, sostenuto anche dal rafforzamento del mercato del lavoro”.
Queste previsioni sono simili a quelle di luglio, anche se sono cambiate le valutazioni sui diversi fattori che contribuiranno a realizzarle. A un calo degli scambi con l’estero, indotto dalla debolezza dell’economie emergenti, si dovrebbe sopperire con un maggiore contributo della domanda interna e di quella proveniente dall’area euro, “sostenute dalle politiche economiche (quali il programma di acquisto di titoli dell’Eurosistema e le misure disposte dal Governo) e dal miglioramento delle condizioni del credito”.

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