Bankitalia, Visco: “ripresa lenta, c’è bisogno di più investimenti e di tagliare il cuneo fiscale”

Bankitalia

“Nel 2015 l’economia italiana è tornata a crescere per la prima volta dall’avvio della crisi del debito sovrano. Vi sono chiari segnali positivi, soprattutto per la domanda interna. L’attività economica rimane però lontana dai livelli precedenti la crisi; è soggetta alle stesse incognite che gravano sull’economia globale ed europea”. A sostenerlo è il Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, alla presentazione delle considerazioni finali che per la prima volta non sono state lette durante l’Assemblea dei partecipanti (che si è tenuta lo scorso 28 aprile).

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PIÙ INVESTIMENTI E RIDUZIONE CUNEO FISCALE

Nella sua relazione, Visco ha sottolineato che “Per sostenere una ripresa più rapida e duratura è necessario il rilancio di investimenti pubblici mirati, anche in infrastrutture immateriali, a lungo di differiti; sono importanti un’ulteriore riduzione del cuneo scale gravante sul lavoro, il rafforzamento di incentivi per l’innovazione, il sostegno ai redditi dei meno abbienti, particolarmente colpiti dalla crisi”.

DISOCCUPAZIONE ANCORA TROPPO ALTA
Pur riconoscendo gli sforzi e gli effetti positivi delle riforme messe in atto dal Governo, soprattutto in tema di occupazione, Visco ammonisce che “si deve, e si può, fare di più”.
“La domanda di lavoro è tornata a crescere a un ritmo superiore alle attese di un anno fa, interessando aree, settori e categorie di lavoratori esclusi dai
segnali di ripresa del 2014. Vi hanno in influito la nuova disciplina dei rapporti di lavoro e – sottolinea il numero uno di via Nazionale – in misura a oggi più ampia, gli sgravi contributivi. (…) l tasso di disoccupazione dei giovani è sceso per la prima volta dal 2007, di oltre due punti percentuali. La disoccupazione resta però troppo alta”. Una suo “progressivo riassorbimento, essenziale per offrire adeguate condizioni di vita ai cittadini, è necessario anche per riportare l’inflazione su valori in linea con la stabilità dei prezzi”.
Secondo Bankitalia, l’aumento dell’occupazione potrà essere ampliata solo se si consoliderà la domanda interna, che oggi ha positivamente risentito della politica monetaria fortemente espansiva decisa dalla Bce.

I CREDITI DETERIORATI DELLE BANCHE ITALIANE SONO UN PROBLEMA MA NON VA SOVRASTIMATO

Il Governatore di Bankitalia ha sottolineato come i crediti deteriorati in pancia alle banche italiane sono un problema che preoccupa ma che non va sovrastimato. La loro riduzione deve diventare, però, un “obiettivo strategico”.
Nella risoluzione di questo problema – a parere di Visco – un ruolo importate può essere svolto dal Fondo Atlante che ha “la determinazione, l’indipendenza e la professionalità per affrontare la sfida con successo”.
Per le banche italiane è necessario intervenire sui costi, anche quelli del personale, “agendo su qualità e quantità degli organici” e proseguendo nella riduzione degli sportelli.

Per Bankitalia l’obiettivo del Governo di conciliare il sostegno alla ripresa con la riduzione del rapporto tra debito pubblico e PIL va nella giusta direzione, ma “l’evoluzione del contesto macroeconomico rischia di ostacolare il conseguimento di questo obiettivo nel 2016”.Secondo via Nazionale e “uno stretto controllo dei conti pubblici e la realizzazione del programma di privatizzazioni possono consentire di avvicinare il più possibile il rapporto tra debito e prodotto a quanto programmato e garantirne una riduzione significativa nel 2017”.

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